
Il commissario del consorzio biblioteche Paolo Pelliccia
Viterbo – “Sono stato minacciato di morte per la ristrutturazione della biblioteca che amministro”. Paolo Pelliccia è il commissario straordinario del consorzio biblioteche di Viterbo. Due le strutture che è chiamato a gestire. Da un lato quella di viale Trento, dove in passato ha fatto tutta una serie di lavori che hanno trasformato l’edificio dove ha sede in una eccellenza a livello nazionale. Dall’altro palazzo Santoro a piazza del teatro, sede della biblioteca e dell’archivio comunale. Quest’ultima protagonista di un progetto che Pelliccia ha appena avviato e che prevede la trasformazione di palazzo Santoro in un polo unico delle biblioteche che prevede anche il recupero di piazza Campoboio. Il tutto in un quadrante urbano dove si trovano il teatro dell’Unione, il santuario e il monastero di Santa Rosa.

Il messaggio ricevuto da Paolo Pelliccia sul suo cellulare
Pelliccia, per le presunte minacce che avrebbe ricevuto, ha presentato querela presso la questura di Viterbo. Una denuncia per la quale il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione. “Un’archiviazione – ha precisato a sua volta Pelliccia – contro cui ci siamo opposti. Aspettiamo adesso la decisione del giudice”.

Viterbo – Palazzo Santoro
Cosa è accaduto? Il 26 marzo di quest’anno, stando a quanto riportato in denuncia, Pelliccia riceve un messaggio, un sms, sul suo cellulare raffigurante una parete con dei loculi cimiteriali. Sull’immagine che gli viene recapitata sta scritto: “Qua finiscono le gelosie. Qui finiscono le liti per i confini e per le eredità. Qui finiscono tutti i risentimenti. Qui finiscono tutti i malintesi. Qui finiscono le convinzioni. Qui finiscono gli odi. Qui finiscono i dispetti. Qui finiscono le fantasie. Finiscono gli abbracci mai dati, le carezze mai avute, le parole dolci che non abbiamo speso. Qui si pareggia tutto, perché non siamo niente se non l’espressione fisica della nostra anima che torna al luogo della verità”. Il tutto seguito dal simbolo di una bilancia.

Viterbo – La biblioteca provinciale di viale Trento
Pelliccia risponde immediatamente con un altro sms: “Per il sottoscritto la morte significa Vita… mi sembra un brutto avvertimento”. E poi decide di presentare denuncia perché a suo avviso si tratterebbe di una minaccia di morte. Per il resto il commissario del consorzio non aggiunge altro.
“Ritengo che tale episodio – si legge sulla denuncia di Pelliccia – possa essere riconducibile a una pregressa questione inerente la ristrutturazione della biblioteca che amministro”.
Daniele Camilli
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