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Blera – Alfonso Talotta, artista visivo di rilievo nazionale ma anche una vita professore a scuola, ha accettato con entusiasmo la proposta della dirigente Deborah Puntel: realizzare una pittura murale negli ambienti della scuola “Alberti” di Blera.
Suggestionato dal nome destinato alla inedita “piazza” scolastica (“Agorà”), che lo riportava al mondo classico, Talotta ha da subito immaginato questo muro come una sorta di metopa di un tempio ellenico, dove si realizzavano sculture in basso o alto rilievo.
Ovviamente, qui parliamo di una metopa contemporanea: interna e non esterna, dipinta e non scolpita, proposta frontalmente e in alto, ma anche di lato, inglobando le scale che conducono al piano superiore. L’opera si compone di porzioni di spazi colorati alternati consequenzialmente, secondo un equilibrio strutturale dipanato in rigorosa sintassi.
“Educazione cromatica”. Perché questo titolo? “L’ho pensato proprio per dare risalto alla parola ‘Educazione’ – dichiara l’artista – concetto per me ancora centrale, alla base di tante cose che la scuola ha, o almeno dovrebbe avere, molto a cuore. Perché educazione vuol dire rispetto, attenzione, ascolto. L’ho abbinata all’aggettivo ‘cromatica’ perché colore e pittura (arte in generale) fanno integralmente parte dell’educazione. L’arte, voglio dire, va rispettata, ascoltata, guardata con attenzione, studiata, protetta: tutti concetti pedagogici che sicuramente nutrono il nostro pensiero e migliorano i nostri comportamenti”.
Quanto al cursus creativo di Talotta: questo nuovo lavoro rappresenta un cerchio che si chiude. Aperto fin dall’inizio della sua attività d’insegnamento, certo, ma anche più oggi nel suo terzo anno di pensionamento.
Proprio al comprensivo “Scriattoli” (2001-2020), nel corso della sua lunga esperienza di professore di arte e immagine, Talotta aveva già operato con dipinti murali e testi scritti, sia sui muri che sulle porte delle aule, nelle sedi di Vetralla, Cura e Villa San Giovanni. Ma mai a Blera.
“Devo dire – prosegue Talotta – che ho sempre incontrato dirigenti scolastici che lasciavano ampia libertà nell’affrontare la mia disciplina, che insegnavo in modo molto personale”.
Una storia, insomma, che viene da lontano e che ieri si è in qualche modo conclusa proprio con l’inaugurazione dell’agorà di Blera: il tutto sempre all’insegna di forme, colori, immagini, suggestioni, nostre compagne di viaggio in quel complesso, articolato e avventuroso mondo dell’arte, universo infinito di curiosità, inventiva, creatività ed educazione.
Di “Educazione cromatica” ha scritto la storica dell’arte Maria Elena Piferi: “L’opera di Talotta è qui pensata per lo spazio espositivo. Essa è rivolta più alla narrazione che alla sperimentazione, nell’ottica di un linguaggio che con immediatezza trasforma lo spazio da una dimensione consueta e quotidiana ad una dimensione altra, che è al contempo fisica e mentale. La suggestione data da questo murale, in cui cinque campiture triangolari si susseguono ordinatamente, è quella di un pentagramma cromatico – un pentacromo – che ha la sua chiave di violino nella presa di corrente, da cui simbolicamente parte quell’energia vitale che, salendo lungo il bordo della scalinata, lentamente va a distendersi lungo il ballatoio”.
Antonello Ricci
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