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Tribunale - Viterbo - Un anno e due mesi a una 34enne, un anno al compagno 28enne - Incastrati da 14 involucri trovati in camera da letto - Avrebbero ceduto la droga a credito

Cocaina prenotata su Whatsapp, coppia condannata a due anni e due mesi per spaccio

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Droga nella camera da letto, coppia a processo per detenzione e spaccio in concorso di cocaina. I fatti, risalenti a quattro anni fa, sono avvenuti a Viterbo, in pieno centro, in un appartamento situato in una delle traverse che da piazza della Rocca scendono verso piazza del teatro.

L’accusa, lo scorso 16 giugno, ha chiesto una condanna a sette mesi di reclusione e tremila euro di multa per ciascuno degli imputati, una 34enne e un 28enne, che all’epoca dei fatti convivevano in un appartamento al secondo piano di un palazzo di via della Cava a Viterbo. Più severo il magistrato.

Il giudice Roberto Cappelli, venerdì, ha condannato a un anno e due mesi di reclusione la donna e a un anno di reclusione il compagno.

Era il 22 marzo 2019 quando, nel corso di una perquisizione domiciliare, nella camera da letto degli imputati furono rinvenuti 14 involucri di cellophane termosaldati contenenti cocaina, suddivisa in dosi, per un peso di 5,81 grammi.

Secondo l’accusa la coppia di presunti spacciatori avrebbe ceduto “a credito” 0,40 grammi di cocaina a un assuntore che, fermato con la sostanza dopo un incontro con il 28enne, li avrebbe indicati come pusher, dicendo di avere preso accordi per la cessione tramite messaggi e vocali Whatsapp con la 34enne, diventando così supertestimone. La perquisizione ha fatto il resto. Per l’accusa nessun dubbio sulla detenzione a fini di spaccio e la cessione.

Secondo i difensori Luigi Mancini e Nicol Crocetti, che dopo il deposito delle motivazioni potrebbero fare appello contro la sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo, nessuna prova che la droga fosse della coppia, visto che al momento della perquisizione in casa c’era anche la sorella dell’imputata, né alcuna prova che il 28enne sapesse cosa stava consegnando e nemmeno che la donna con cui l’assuntore avrebbe preso accordi sia l’imputata.


 – Cocaina nella camera da letto, coppia a processo per spaccio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 luglio, 2023

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