La “banda del coltello” in azione
Viterbo – Banda del coltello, fa scena muta il 23enne arrestato lo scorso 28 luglio dalla polizia per cinque furti e per la rapina messa a segno da tre individui ai danni di una coppia di scambisti, la sera di martedì 7 marzo, in quel di Castel d’Asso. Rapina sfociata nell’accoltellamento a una coscia del fidanzato, un 25enne originario di Montefiascone, finito al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
Si è chiuso in pochi minuti ieri mattina l’interrogatorio di garanzia del 23enne che, davanti al gip del tribunale di Viterbo, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato.
Per fare soldi, assieme ai complici, avrebbe svaligiato distributori automatici e organizzato incontri con scambisti. Il 23enne, ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, è il solo componente del terzetto per cui, a distanza di quasi cinque mesi dal colpo, sia stata disposta la misura di custodia cautelare, mentre gli altri due sono indagati a piede libero. Su di lui pendono ulteriori accuse, in quanto si sarebbe reso responsabile anche di numerosi furti, messi a segno nel capoluogo. Uno degli altri due indagati, invece, si sarebbe reso responsabile anche di un ulteriore accoltellamento, stavolta in pieno centro città, la cui vittima sarebbe un sudamericano.
Al 23enne, in particolare, vengono contestati cinque furti commessi a Viterbo, fra marzo e maggio, ai danni di distributori automatici ubicati all’interno di scuole o sulle vie cittadine, tutti in orari notturni, con arnesi da scasso e a volto travisato.
Era lo scorso 6 marzo quando la coppia di scambisti si sarebbe accordata su siti internet dedicati con uno dei tre indagati per un incontro sessuale presso un bed and breakfast di Viterbo. Alla proposta di un rapporto a tre però la ragazza si sarebbe tirata indietro, appropriandosi nell’andare via di 50 euro dalle mani del proponente.
Il giorno successivo, per l’appunto la sera di martedì 7 marzo, la stessa coppia, mentre attendeva in auto un altro cliente a Castel d’Asso, sarebbe stata assalita dai tre soggetti, tra cui il giovane del giorno prima, che si sarebbe impossessato del telefono della ragazza, mentre un altro avrebbe accoltellato a una coscia il fidanzato.
Secondo quanto emerso, i tre avrebbero bucato le gomme dell’auto squarciandole, per evitare la fuga della coppia, quindi rapinato la ragazza, mentre il fidanzato sarebbe stato raggiunto dalla coltellata tentando di difendersi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della questura di Viterbo e il personale sanitario del 118.
Alcuni giorni dopo, la notte tra venerdì 24 e sabato 25 marzo, sempre l’indagato che avrebbe proposto l’incontro sessuale, si sarebbe reso responsabile, in concorso con altri, per futili motivi, in un appartamento del Sacrario, nel centro di Viterbo, del ferimento alla schiena con arma da taglio di un 32enne dominicano, finito anche lui a Belcolle.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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