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Reggio Calabria - I giudici: "Il modello Riace per l'accoglienza dei migranti non era criminale" - In primo grado era stato condannato a 13 anni e 2 mesi - La gioia dell'ex sindaco: "È la fine di un incubo"

Crollano quasi tutte le accuse per Mimmo Lucano, in appello solo 18 mesi con pena sospesa

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Reggio Calabria – Il ‘modello Riace’ di accoglienza dei migranti non era criminale. A stabilirlo sono i giudici della corte di appello di Reggio Calabria che, dopo sette ore di camera di consiglio, hanno fatto crollare quasi tutte le accuse contestate a Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace. Per lui solamente una condanna a un anno e mezzo, con pena sospesa, per il reato di falso relativo a una delibera del 2017.

Mimmo Lucano

Mimmo Lucano


Si chiude così una vicenda giudiziaria lunga e divisiva iniziata il 2 ottobre 2018, quando Lucano venne messo agli arresti domiciliari dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura di Locri. Sotto accusa era soprattutto il sistema di accoglienza di migranti messo in piedi a Riace dall’ex sindaco che, secondo gli inquirenti, presentava delle irregolarità.

La storia di Mimmo Lucano ha polarizzato non poco l’opinione pubblica e la classe politica italiana, tra chi riteneva “criminale” il modello di accoglienza e integrazione di migranti da lui ideato e chi invece lo riteneva un esempio di solidarietà senza precedenti nel paese. Ma a dare un primo grande colpo all’ex primo cittadino di Riace era stata la sentenza del tribunale di Locri del settembre 2021, che aveva condannato Mimmo Lucano a 13 anni e 2 mesi di carcere per i reati di associazione per delinquere, truffa, peculato, falso e abuso d’ufficio.

Ma ieri la corte di appello di Reggio Calabria ha completamente ribaltato la sentenza e fatto cadere tutte le accuse più gravi per Mimmo Lucano. Per i giudici calabresi, il cosiddetto modello Riace non era criminale. L’ex primo cittadino è stato infatti condannato per il solo reato di abuso di affaccio per un falso relativo a una delibera del 2017. Con pena sospesa.

“È la fine di un incubo che in questi anni mi ha abbattuto tanto, umiliato, offeso – ha commentato Mimmo Lucano dopo la sentenza che lo ha scagionato da quasi tutti i reati -. È la fine di incubo che per anni, ingiustamente, mi ha reso agli occhi delle gente come un delinquente”.


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12 ottobre, 2023

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