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Tribunale - Imputato di furto aggravato un pregiudicato all'epoca ai domiciliari - Ma mancando altre prove è stato assolto

Fanalini rubati da camper d’epoca, “magicamente” ricomparsi sul vecchio furgone del vicino di casa…

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Walter Pella

Walter Pella

Viterbo – (sil.co.) – A processo un presunto ladro seriale di fanalini di camper. Fanalini rubati da un camper d’epoca, “magicamente” ricomparsi sul vecchio furgone del vicino di casa.

Imputato di furto aggravato un pregiudicato, che era agli arresti domiciliari in una casa presa in affitto presso il centro residenziale nelle campagne della bassa Tuscia dove vivono le vittime.

È finito nei guai per il doppio furto, il primo la notte tra l’11 e il 12 settembre 2021 e il secondo la notte successiva, dei fanalini posteriori, prima il sinistro e poi il destro, di un vecchio camper completamente restaurato, che era parcheggiato di fronte al cancello dell’abitazione dei proprietari.

“Curiosa coincidenza, entrambi i fanalini sono ricomparsi dopo poche ore sul furgone Ford Transit in uso al vicino di casa, che guarda caso ne era privo”, hanno spiegato marito e moglie, che hanno sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri, corredata delle foto dei fanalini “prima e dopo” e indicando il sospettato, di cui non conoscevano curriculum “criminale” e generalità.

“Una vicina lo aveva visto aggirarsi attorno al camper e dall’identikit non poteva essere che lui, un uomo coi capelli lunghi, brizzolati, legati a coda, che portava a spasso un cane”, hanno sottolineato i proprietari del camper, spiegando come quei fanalini, identici a quelli montati sul furgone non appena rubati i loro, fossero rari da trovare, quasi pezzi di antiquariato.

“Abbiamo comprato il camper, che ha trenta anni, di terza mano e poi ce lo siamo rimesso a posto piano piano, cercando tutti i pezzi originali. Ebbene, abbiamo faticato a trovare quei fanalini, che non sono più in  commercio, per cui è stato facile fare due più due. Sicuramente sono i nostri quelli finiti sul vecchio furgone dell’imputato”, hanno detto, consapevoli di esserne certi ma di non poterlo dimostrare, pur sperando nella condanna dell’imputato. 

Sulla mancanza di prove ha puntato il difensore Walter Pella, chiedendo l’assoluzione del suo assistito, ma anche l’accusa che per le stesse ragioni ne ha chiesto il proscioglimento, accordato dal giudice Ilaria Inghilleri con la formula “per non avere commesso il fatto”.

Per la cronaca, a carico dell’uomo c’è anche un altro procedimento per furto di energia elettrica ai danni delle stesse parti offese. “Ci siamo anche accorti che si era attaccato al nostro contatore per avere a sbafo la corrente”, ha rivelato il marito durante la testimonianza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 ottobre, 2023

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