Viterbo – (sil.co.) – Ha passato l’estate in sospeso, in attesa di sapere se sarà condannato a 9 anni di carcere. È il finto regista accusato di violenza sessuale da tredici aspiranti attrici tra cui una viterbese cui prometteva film con le star di Hollywood per poi chiedere sesso. A giorni la sentenza.
Al rush finale il primo dei due processi in corso a Roma in cui è imputato Claudio Marini, il cinquantenne originario di Frosinone contro cui si sono costituite parte civile 12 presunte vittime “adescate” tra Milano e Roma. Riprenderà invece nelle prossime settimane il processo per fatti analoghi, in cui è parte civile una ventenne della Tuscia, assistita dall’avvocato Luigi Mancini.
La procura capitolina ha chiesto, lo scorso 31 maggio, una condanna a 9 anni di reclusione in primo grado per Claudio Marini, rinviando a dopo la pausa estiva per la sentenza. Le 12 parti offese, quattro a Milano e quattro a Roma, hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Nel frattempo in un post pubblicato alle ore 18,42 del 22 settembre su Facebook e Instagram – cui è allegato un video su TikTok di Matilde V.- Lara B., rivelando di essere tra le vittime, esce allo scoperto e si lascia andare a un lungo sfogo che coinvolge l’imputato.
“Sembra una lotta che non finisce mai – scrive Lara B. – una violenza che non sarà mai del tutto risolta se quest’uomo non finisce in carcere a vita. In un mondo di cattiveria la giustizia deve essere quella che vince in questi casi. Per tanti anni non l’ho mai ammesso a me stessa, ho lavorato molto su questa storia e all’accettazione di essa. Io sono una vittima e finalmente riesco a dirlo a cuore aperto”.
“Ero solo una bambina – prosegue – e lui giocava su questo; sulla mia innocenza su dei sogni, adescare bambine e giovani donne, per dei motivi da porco. Dopo 4 anni ci ritroviamo di nuovo con la stessa storia e finalmente al tribunale noi ragazze riunite a testimoniare contro questa oscenità. Quest’uomo della sua vita ha passato solo un anno in carcere, ha cercato di sviare la legge con molti rinvii e documenti medici”.
“Io adesso voglio urlare giustizia – si legge nel post – non si tratta più di compassione, adesso è guerra aperta. Voglio contattare i giornali, pagine di autodifesa femminista e contro violenza sulle donne, voglio che quest’uomo tanto protetto possa invece pagare per i sui reati a vita. Ci sono tantissime vittime che hanno avuto paura di parlare, molte altre dopo anni hanno dichiarato violenza sessuale a nome del signor Claudio Marini”.
La vicenda
Finito in carcere la vigilia di Ferragosto 2021 e rimesso in libertà per scadenza dei termini a metà gennaio 2023, l’imputato è un 51enne originario di Frosinone che avrebbe garantito alle aspiranti attrici di farle recitare in film con star di Hollywood. “La forza dell’amore”, “Un gioco pericoloso”, “Miele amaro” i titoli delle fantomatiche pellicole che avrebbero dovuto girare. Anche in piena emergenza Covid, prospettando alle vittime partecipazioni a casting di nuovi film da girare non appena terminato il lockdown.
La ventenne viterbese, che ha sporto denuncia nel 2020, sarebbe stata anche lei intercettata con la solita scusa del casting: dopo un primo provino conoscitivo, il “regista” l’avrebbe invitata a casa sua per provare a interpretare con lui una scena “hot”.
Era il 2019 quando Claudio Marini, facendosi chiamare Alex Bell a Roma e semplicemente David a Milano, avrebbe messo in piedi una struttura credibile per selezionare ragazze che avevano il sogno di diventare attrici. Studi associati e uffici professionali per casting, sale d’attesa gremite di gente, una segretaria che si occupava di registrare i nomi, e poi lui, che si “vendeva” come l’uomo incaricato da due società (poi risultate essere inesistenti e non operative) come regista.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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