Viterbo – “Il motivo della riunione è il rinnovo della licenza per la musica a quel tizio di cui non mi viene il nome”. Così Michele Ranucci è il referente del gruppo di controllo di vicinato a San Faustino. Il tizio di cui “non gli viene il nome” invece è Dennis Edegbe, titolare del Denco Africa Bar, un locale che si trova anch’esso a San Faustino, quartiere popolare a nord di Viterbo, dove ieri sera, attorno alle 9, sulla piazza, un gruppo di residenti si è dato appuntamento per vedere come reagire alla concessione della licenza per la musica. A Dennis Edegbe.
Gruppo di residenti che, appena ha visto arrivare il giornalista di Tusciaweb, qualificatosi come tale, ha deciso di spostare, di gran fretta, il luogo dell’appuntamento dalla pubblica piazza a un appartamento privato lì vicino. Sollecitando a più riprese Ranucci a raggiungerli, infastidito, chi lo chiamava, dal fatto che il referente di controllo di vicinato stesse rilasciando delle dichiarazioni al giornalista.
Michele Ranucci
La licenza per la musica è stata rilasciata dal comune. Nel pieno rispetto della legge. Così come, nel pieno rispetto della legge è il Denco Africa Bar. Eppure questa licenza è diventata un problema. Perché? Non si capisce, quantomeno nessuno lo dice o lo vuole dire. “Il problema – spiega infatti Ranucci – è il rilascio della licenza”. A Edegbe, un ragazzo di origine nigeriana che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio si è visto chiudere il bar per scontro sfiorato, accompagnato da un’aggressione ai danni di un carabiniere. Un fatto avvenuto a distanza dal Denco. Ma siccome la persona protagonista dell’episodio sarebbe stato un suo cliente, tanto è bastato per procedere. Dennis Edegbe che quest’estate aveva dichiarato a Tusciaweb di essere stato vittima di insulti razzisti da parte di alcune persone che, fra l’altro, gli avrebbero anche detto “negro di merda te ne devi andare”.
Un bar, quello di Denco, oggetto, inoltre, di numerose chiamate alle forze dell’ordine che, come solo effetto, avrebbero però provocato solo la perdita di clienti e un bel po’ di spavento ai suoi figli. Tre, per l’esattezza. Tutti dai 6 anni in giù.
Dennis Edegbe
La convocazione dell’incontro in notturna nella mattinata di ieri, sulla chat WhatsApp di alcuni residenti di San Faustino. Il casus belli, appunto, la licenza. Un incontro “aperto a tutti – come riporta uno dei messaggi in chat -. Siamo in democrazia”. Un rendez-vous perché “ormai – recita la stessa chat – la situazione non è più tollerabile”. Parola accompagnata addirittura da 4 punti esclamativi. Convenuti che, sempre in chat, hanno tentato anche di coinvolgere il gruppo dirigente del comitato di quartiere. “Come comitato – sta infatti scritto – intendete stare al nostro fianco, e a questo serve un comunicato specifico, o dobbiamo aspettare agire da soli a titolo personale???”. E quando sono stati lasciati soli i loro propositi, il gruppo di residenti ha pensato bene di coinvolgere Ranucci, che ieri sera infatti c’era.
Il gruppo, come detto, si è riunito inizialmente in piazza. E appena hanno visto arrivare il giornalista, uno di loro si fatto carico di chiedergli cosa fosse venuto a fare, mentre una signora cercava ironicamente di dissimulare: “Stiamo qui perché vogliamo andare al bar a prenderci un gelato”.
Il Denco Africa bar con un paio di macchine parcheggiata davanti all’ingresso
Quando poi il giornalista ha fatto presente che stava lì per la riunione, ne è nato uno scambio di battute. “Ma tu che scrivi questi articoli – ha domandato uno del gruppo – perché non senti la controparte?” “Sono venuto qui proprio per questo, per sentire la vostra versione dei fatti”, ha risposto il giornalista. “No, non rilasciamo alcuna dichiarazione – ha ribattuto poi l’interlocutore di prima – perché tu non stai facendo il tuo lavoro, tu fai informazione deviata. Racconti solo quello che vuoi raccontare”. “Mi racconti allora la sua versione”, ha ribadito il giornalista. “Non te la racconto a te”, la replica. Per poi aggiungere: “Ma lo sai che mi hanno minacciato di sgozzarmi davanti ai miei figli che tremavano e piangevano su questa piazza. La sai sta cosa? L’hai scritta?”. “Ha denunciato quanto avrebbe subito?”, ha chiesto il giornalista. “No, non l’ho denunciato”. “Se me lo dichiara lo scrivo”. “No, non le dichiaro niente, perché non stai facendo il lavoro di giornalista, tu stai facendo un’informazione deviata”.
Infine, cosa si saranno mai detti alla riunione di ieri sera? Boh. Si attende comunicato stampa. Con la speranza che chiarisca come mai tutto questo rumore per una licenza, o come mai una licenza fa tutto questo rumore.
Daniele Camilli
Articoli: Il comune ha rinnovato la licenza per la musica al Denco Africa Bar di Dennis Edegbe – Dennis Edegbe (Denco Africa Bar): “Perché il comune non mi rilascia la licenza per la musica?… così rischio di finire sul lastrico”
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