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Tribunale - Giornata europea della giustizia - Presentati i dati relativi al primo semestre 2023

Durata media di 432 giorni ma in riduzione per i processi civili, allungati i tempi per il penale

di Silvana Cortignani
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Tribunale - Giornata europea della giustizia civile

Tribunale – Giornata europea della giustizia civile

Tribunale - Gli studenti del Ruffini alla Giornata europea della giustizia civile

Tribunale – Gli studenti del Ruffini alla Giornata europea della giustizia civile

Tribunale - Giornata europea della giustizia civile (il presidente Oddi e la docente Unitus Ruggiero)

Tribunale – Giornata europea della giustizia civile (il presidente Oddi e la docente Unitus Ruggiero)

Giornata europea della giustizia civile - Il presidente Francesco Oddi mostra una delle plance "rivisitate" dagli studenti

Giornata europea della giustizia civile – Il presidente Francesco Oddi mostra una delle plance “rivisitate” dagli studenti

Giornata europea della giustizia civile - Una delle plance "rivisitate" dagli studenti

Giornata europea della giustizia civile – Una delle plance “rivisitate” dagli studenti

Viterbo – Operazione “trasparenza” in tribunale, le cui porte ieri si sono aperte agli studenti del liceo scientifico Ruffini in occasione della Giornata europea della giustizia civile, celebrata presso l’aula 6 degli uffici giudiziari di via Falcone e Borsellino, dove si è tenuta una conferenza nel corso della quale sono stati illustrati e analizzati i kit statistici sulla giustizia a Viterbo, dal 31 dicembre 2019 al monitoraggio del primo semestre 2023. Il primo monitoraggio dopo l’entrata in vigore delle riforme del processo civile e penale, per vedere se negli ultimi sei anni e mezzo ci sia stato un miglioramento.

I lavori, coordinati dal presidente del tribunale Francesco Oddi, sono iniziati con la presentazione dei dati a cura dei funzionari del tribunale Gloria Ceccarelli ed Emanuele Pallotti. Sono quindi intervenuti il presidente della sezione civile, giudice Eugenio Turco e il sostituto procuratore Massimiliano Siddi. Le conclusioni sono state affidate a Rosa Anna Ruggiero, docente Unitus, già coordinatrice del progetto “Giustizia agile”.

“La giustizia – ha sottolineato preliminarmente Oddi, rivolgendosi alla platea di liceali – è amministrata in nome del popolo”. Il presidente ha quindi ricordato come la tabellina di marcia del Pnrr preveda, sul fronte giustizia, entro il 30 giugno 2026, la riduzione degli arretrati e tempi di durata dei procedimenti civili fino alla definizione, oltre alla piena attuazione l’Ufficio del processo, particolarmente caro al presidente. “Il problema, in Italia, è il flusso di procedimenti in entrata”, ha fatto notare, sottolineando l’importanza imprescindibile, a tutti i livelli, a partire dalla scuola, della prevenzione.

“Nel 2019 il tribunale di Viterbo, che nel 2026 raggiungerà gli obiettivi, aveva già risultati di eccellenza, poi ha sofferto degli effetti di rimbalzo negativi dopo il Covid, di cui va tenuto conto se si considerano i procedimenti pendenti ultratriennali, la cui data di iscrizione è precedente al 2020. Per quanto riguarda il civile, la durata media è di 432 giorni, con tendenza a riduzione, in linea con gli obiettivi”, è stato detto nel corso dei vari interventi.

“Per quanto riguarda il penale, nel 2019, la durata media era di 252 giorni, quindi inferiore a un anno. Dopo il ‘blocco’ dovuto al Covid, da metà marzo a metà maggio 2020, durante il quale si sono celebrati solo processi con imputati detenuti e direttissime con la riduzione di oltre un terzo dell’attività, abbiamo registrato un più 107,7 per cento – è stato sottolineato – la ripresa è stata lenta  e faticosa. Adesso il valore assoluto è di 408 giorni potenziali, sotto i 500 e mille giorni della ‘durata ragionevole del processo’. La tendenza va ben sperare, anche se i valori europei sono lontani. Comunque nel primo semestre 2023 c’è stato un aumento dell’8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022”.

“Nel 2022 si è presentato un altro problema, l’avvicendamento dei giudici applicati al penale, che ha ridotto da sei a tre il numero dei magistrati, con difficoltà nei collegi e la necessità di procedere con le ricalendarizzazioni. Da luglio di quest’anno abbiamo due nuovi magistrati, per cui siamo a cinque su sei. Ma per sapere se le misure prese sono giuste, bisogna attendere 7-8mesi, diciamo fino al primo semestre 2024”.

“Tre eventi rivoluzionari hanno invece caratterizzato il settore civile, nonostante il Covid, col lockdown e le successive restrizioni, abbia portato a un raddoppio delle istanze di separazione e divorzio. In compenso, con l’ufficio del processo, c’è stato l’ingresso di tantissimi giovani entusiasti e disponibili, senza i quali non potremmo più lavorare e per i quali ci auguriamo la stabilizzazione”.

“Ma soprattutto – hanno concordato tutti – si sono rivelate efficaci le udienze in forma scritta con scambio di note e le udienze telematiche, impossibili da applicare nel penale, dove le udienze in videoconferenza, tipo per i detenuti al 41 bis, sono un deroga, un’eccezione, perché il processo penale va celebrato in presenza”. 

Il pm Siddi ha sfatato il “mito” del processo breve. “Il processo penale è lungo – ha detto – basti pensare alle difficoltà nelle notifiche o nell’avere in aula i testimoni, spesso causa di rinvii. Purtroppo in procura non c’è un ufficio del processo, anche se può contare sulla polizia giudiziaria. I presupposti per arrivare a regime ci sono, quindi basta con le facili geremiadi, ma il processo a tempo zero è un mito. Va chiuso nel più breve tempo possibile, ovviamente, ma va salvaguardata la qualità del processo, non tanto l’efficienza, quanto l’efficacia”.

“I dati del tribunale ci dicono che gode di buona salute, con dati molto positivi per il civile e positivi in chiave prognostica per il penale. Tenendo anche conto della riforma Cartabia e della precedente riforma Orlando. Celebriamo i risultati in un momento storico non facile, come l’attuazione del progetto ‘Il palazzo accoglie’. Un atto di trasparenza per risultati da condividere con l’utenza che si intende accogliere”, ha esordito Rosa Anna Ruggiero, docente Unitus, già coordinatrice del progetto “Giustizia agile”.

Ha quindi ribadito il principio dell’efficacia del processo. “Dobbiamo ambire a una durata ragionevole, non a un processo breve, dando atto del numero dei procedimenti che gli uffici giudiziari devono decidere e del carico di lavoro da gestire”, ha sottolineato, anticipando uno studio sul territorio relativo ai reati più ricorrenti per una maggiore prevenzione, “che passa anche dalla scuola attraverso la diffusione della cultura della legalità”, prendendo ad esempio il modello di raccordo tra giustizia penale e giustizia riparativa che ha lo  scopo di uno “stemperamento del conflitto”.

Al termine dell’evento sono stati presentati i primi messaggi elaborati nel contesto della rigenerazione delle plance del palazzo di giustizia, alla presenza degli studenti del liceo scientifico Ruffini e d è stata trasmessa l’anteprima dei video “Pills of rights”, prodotto dai dottorandi dell’Unitus.

Silvana Cortignani


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18 novembre, 2023

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