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Viterbo - L'amministratore unico del gestore idrico della Tuscia: "Se la gara va deserta non ci saranno più vie di scampo"

Salvatore Genova: “Cessione quote Talete ai privati, non si poteva fare altro…”

di Daniele Camilli
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Salvatore Genova

L’amministratore unico di Talete Salvatore Genova


Viterbo – “Cessione quote Talete ai privati, non si poteva fare altro. E se la gara dovesse andare deserta non ci saranno più vie di scampo”. È il punto di vista dell’amministratore unico di Talete, il gestore idrico della Tuscia. Ieri l’assemblea dei sindaci Ato nord ha deciso che il 40% della società verrà data ai privati tramite una gara organizzata, entro il 2023, dall’Ato stessa. Poi, entro 5-6 mesi il passaggio di consegne. Sempre ieri pomeriggio l’assemblea dei soci Talete che non ha potuto fare altro che prendere atto della decisione. Il privato dovrà mettere di suo 32 milioni di euro e 50 negli anni successivi. A votare contro la decisione soltanto i comuni di Viterbo e Ronciglione. Caprarola invece si è astenuta.


Viterbo - Assemblea dei sindaci dell’Ato nord

Viterbo – Assemblea dei sindaci dell’Ato nord


Salvatore Genova, cosa è stato deciso durante l’assemblea dei soci Talete?
“L’assemblea dei soci ha preso atto del piano industriale e del piano d’ambito di ieri mattina e ha recepito le indicazioni della consulta di approvare uno degli scenari presenti nel piano d’ambito. Per l’esattezza lo scenario due”.

In cosa consiste lo scenario due?
“Gli interventi sono tutti quelli previsti nel piano d’ambito, con una percentuale ridotta. L’obiettivo non è solo quello di approvare un piano, ma è finalizzato a una gara per la cessione del 40% delle quote di Talete. Quindi bisogna trovare un equilibrio tra desiderata, necessità e fabbisogni e andare in gara richiedendo un ritorno di investimento che sia ritenuto valido da parte di chi partecipa alla gara. Parallelamente va previsto un importo per finanziamenti congruo in modo tale da non innalzare troppo le tariffe. Perché chi finanzia avrà come introito proprio queste. La società ha bisogno di un impulso e i soci hanno detto che non avrebbero messo soldi per la ricapitalizzazione. Sarà il privato a metterli, 32 milioni e investimenti per gli anni successivi”. 

Quali saranno gli investimenti richiesti?
“Non abbiamo un dettaglio di investimenti per comune, ma avremo un dettaglio di tipologia di investimenti. Poi sarà il privato che individuerà nel proprio piano industriale una classe di priorità che ovviamente recepirà le indicazioni della società e dell’ente di governo. Per quanto riguarda la gara, mi auguro inoltre che ci siano più offerte da mettere in competizione”.

C’è il rischio che la gara possa andare deserta?
“Il rischio c’è sempre”.

E se dovesse andare deserta?
“Se la gara dovesse andare deserta per Talete non ci saranno più vie di scampo”.

Le tariffe aumenteranno?
“Non c’è una correlazione diretta. Investimenti significa anche ottimizzazione dei costi. Ci saranno degli aumenti negli anni in cui sono previsti degli investimenti e riduzioni quando questi entreranno a regime. Quindi, quando questo accadrà, le tariffe saranno più basse anche rispetto a quelle attuali. Oggi Talete non riesce a fare investimenti se non li finanzia qualcuno. Noi abbiamo presentato progetti per 190 milioni, come quelli a valere sul Pnrr. Se ci vengono approvati, li facciamo. Ma si tratta comunque di fonti di finanziamento che si esauriscono, parentesi che si aprono e si chiudono. Per questo il privato ci potrà aiutare lungo la strada del rinnovamento delle reti, la costruzione di impianti di depurazione e altro ancora”.

Non c’è la possibilità che la cessione del 40% delle quote sia l’anticamera del passaggio definitivo alla privatizzazione completa di Talete?
“No. Non è una possibilità messa sul tavolo”.

Anche con l’ingresso del privato, come farà Talete a far fronte a costi di gestione che ieri mattina sono stati definiti “mostruosi” e con una rete idrica che perde il 50% dell’acqua potabile?
“Questo è l’attuale. Perdite pari al 50% non sono mostruoso, ma rientrano nella media. Noi abbiamo più difficoltà rispetto agli altri perché il costo dei potabilizzatori ci toglie quei valori che potremmo utilizzare per fare investimenti”. 

I consiglieri comunali di Civita Castellana e Ronciglione, rispettivamente Valerio Biondi e Rita Bonanni, entrambi del M5s, hanno detto che la cessione del 40% delle quote Talete ai privati va “contro la volontà dei cittadini”. È così?
“Il referendum del 2011 purtroppo è morto lì, non ha avuto nessun decreto attuativo. Una società, così come è oggi Talete, che non riesce a lavorare con le banche, che deve anticipare e che può incassare solo dagli utenti, con tassi di morosità molto alti, è destinata a non poter gestire un servizio. Perché non ce la fa. Serve quindi una realtà mista pubblico-privato”.


Viterbo - Assemblea dei sindaci dell’Ato nord

Viterbo – Assemblea dei sindaci dell’Ato nord


Perché si è arrivati a questo punto? 
“È una domanda che andrebbe rivolta a tutti quei sindaci che non sono entrati in Talete. Uno dei problemi è infatti la non completa gestione dell’Ambito territoriale”.

Quindi la cessione di quote ai privati è la sola strada percorribile per evitare il fallimento di Talete?
“Quando mi sono insediato ho portato subito una relazione sullo stato della società. Le tre ipotesi in campo erano banche, soci o privati. E questo l’hanno confermato anche i consulenti. Se i soci non intervengono, lo deve fare il privato. Con le banche ho tentato di richiedere dei finanziamenti, ma con un rating basso e una situazione debitoria della società così appesantita una banca non interviene. Quindi non ci sono tante altre strade. Non si poteva fare altro”.

Secondo lei qual è la criticità più grande di Talete?
“Talete è una società pubblica di diritto privato che però non ha gli stessi strumenti del privato. Se la società potesse lavorare, come tante altre società private, con le banche probabilmente potrebbe camminare con le proprie gambe. Invece questo non è possibile. Ad oggi, con tutte le responsabilità per dare continuità a un servizio, Talete ha fatto ricorso esclusivamente alla capacità bancaria dei fornitori. E non è una bella cosa. In questo momento stiamo gestendo piani di rientro importanti, soprattutto per quanto riguarda le spese energetiche e il costo dei potabilizzatori”. 

Quant’è il debito della Talete?
“A giugno era di 45 milioni di euro, verso i fornitori”.

E vi aspettate che il privato riesca ad appianarlo?
“Sì, la gara prevede questo”.

Daniele Camilli


Articoli: Bengasi Battisti: “Si è consumato il tradimento dell’acqua pubblica e della volontà popolare” – Mannino (Cisl): “Percorso inevitabile per scongiurare il fallimento della società” – Perinelli (Spi Cgil): “Il 40% di quote ai privati  peserà nelle tasche dei pensionati” – Alessandro Romoli: “Il 40% di Talete sarà ceduto ai privati” – Biondi e Bonanni (M5s): “Talete ai privati, si è andati contro la volontà dei cittadini”

 


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15 novembre, 2023

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