Corchiano – In tribunale il drammatico racconto di Giampiero Vaselli, il sindacalista della Fenca-Cisl che sarebbe stato vittima di un agguato da parte dell’allora sindacalista Uiltec-Uil Fabio Ricchiuto, nel frattempo ex sindacalista Uiltec-Uil, che lo avrebbe aggredito sotto casa, in pieno giorno, attorno alle 11,30 del 5 agosto 2022. A causa della violenza dei colpi ricevuti, gli è anche saltato un dente.
Ricchiuto deve rispondere di lesioni davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini, mentre Vaselli si è costituito parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli.
Il pestaggio al centro del processo sarebbe avvenuto in contrada Fallarese, a Corchiano, dove Vaselli – ceramista e dipendente della Gsi, ex sindacalista della Uiltec-Uil, passato sei mesi prima alla Fenca-Cisl – sarebbe stato brutalmente aggredito mentre faceva manovra per infilare l’auto nel garage della sua abitazione. Il movente, secondo quanto emerso fin dal primo momento, sarebbe da ricercare nei contrasti tra i due legati alle rispettive attività all’interno del sindacato Uiltec-Uil, ai tempi in cui entrambi ne facevano parte.
La vittima, immediatamente soccorsa, fu medicata al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, dove gli sono state riscontrate diverse contusioni al volto e al corpo, tra cui la perdita di un dente e una ferita allo zigomo, con una prognosi di dieci giorni.
“Mentre facevo manovra per entrare in garage, ho visto Ricchiuto che scendeva dalla sua auto e veniva verso di me. Siccome sapevo che aveva avuto il Covid, gli ho detto ‘qualunque cosa mi vuoi dire, stammi lontano’. Al che si è avvicinato al finestrino e ha cominciato a sferrarmi dei pugni”, ha spiegato la parte offesa.
“Il mio primo pensiero, essendo bloccato dalla cintura di sicurezza allacciata, sono stati gli occhiali. Poi sono riuscito a sganciarla, scendendo dalla macchina per difendermi. Ma non ho fatto in tempo, perché lui mi ha scaraventato a terra con un pugno violentissimo, dopo di che ha cominciato a prendermi a calci, mentre gridavo aiuto, sperando in qualche vicino. Mentre arrivava uno degli inquilini del palazzo, lui è risalito in macchina ed è scappato a tutta velocità davanti ai nostri occhi”.
Vaselli si è quindi recato presso la locale caserma per sporgere denuncia: “Ma i carabinieri, vedendo come ero conciato male, mi hanno consigliato di andare prima a farmi refertare in ospedale e poi procedere con la querela”.
Relativamente al movente, la vittima ha escluso dissidi per questioni personali: “Abbiamo avuto esclusivamente rapporti sindacali, professionali, di lavoro. Insieme avevamo aperto un nuovo sindacato a Civita Castellana, di cui lui era segretario generale e io segretario territoriale. Poi sono iniziate le frizioni, tensioni a livello di segreteria, perché io non ero convinto della sua gestione, per cui me ne sono andato e mi sono iscritto a un altro sindacato. Ma non siamo mai andati oltre i diverbi verbali e lui non aveva mai alzato le mani prima”.
Da chiarire se si sia trattato di un’aggressione premeditata. Vaselli avrebbe percorso circa 15 chilometri in auto dal supermercato di Sassacci dove aveva fatto la spesa fino a Corchiano, passando davanti a un bar per vedere se ci fossero amici con cui prendere un caffè, quindi si sarebbe diretto a casa. Le telecamere della videosorveglianza hanno inquadrato la Peugeot della parte offesa e la Mercedes dell’imputato, lungo il percorso, il quale avrebbe però preceduto e non seguito la vettura della vittima.
Il processo riprenderà a febbraio, quando sono previsti l’esame dell’imputato e la discussione.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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