Montefiascone – (sil.co.) – Crollo al Miralago, depositata la relazione tecnica dell’ingegnere Rodolfo Fugger, il consulente incaricato dalla pm Eliana Dolce, le cui conclusioni sono decisive per la chiusura dell’inchiesta aperta dalla procura sulla tragedia.
Montefiascone – Il crollo al Miralago
Secondo il consulente “la prevedibilità della frana era evidente” e “l’intero lavoro è stato iniziato senza neppure avere a disposizione un elaborato progettuale strutturale approvato dal genio civile”.
È il seguito giudiziario del disastroso crollo avvenuto l’estate scorsa nell’area dove erano in corso da pochi giorni i lavori di scavo, con due benne, per l’ampliamento del ristorante di via Bandita, a Montefiascone.
Nel crollo, lo scorso 18 giugno, ha perso la vita sotto le macerie Paolo Morincasa, il titolare 72enne dello storico locale.
Secondo quanto emerso, il giorno precedente, sabato 17 giugno, i lavori sarebbero stati interrotti in quanto l’operatore della escavatrice avrebbe segnalato di aver intercettato, con una delle benne, una grotta e di aver asportato una porzione di volta stimabile in circa un metro quadrato, corrispondente proprio con la parte della volta di copertura della “cantina” dove sarebbe morto di lì a poche ore Paolo Morincasa che, saputo della “crepa”, avrebbe raccomandato a tutti di stare alla larga.
Montefiascone – Il crollo al Miralago
“In quel momento – si legge nella relazione – era quindi evidente il rischio che tutto il materiale soprastante il solaio/soffitto potesse in tempi brevissimi perdere la residua consistenza (e già modesta, stante il basso livello di compattazione ed addensamento del materiale vulcanico), e crollare clamorosamente a terra, travolgendo il solaio/soletta, e le persone che casualmente si trovavano la sotto, come accaduto proprio nella tarda mattinata del 18/06/2023”.
Ma “non risulta”, si legge nella relazione del consulente della procura, “che siano state assunte determinazioni drastiche, di inibizione totale all’uso dei locali della cantina, nonostante quanto fosse accaduto, e quanto fosse possibile osservare (foro di 1 mq circa sulla volta di copertura della cantina)”.
Montefiascone – Il crollo al Miralago
I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Giuliano Migliorati. Tre gli indagati: due professionisti e un imprenditore, legati ai lavori di ampliamento del ristorante.
“La mattina del 18/06/23, verso le 11,30 – di legge nella relazione – si avverte un forte rumore proveniente da sopra il soffitto della stessa cantina: è evidente che è iniziato il distacco di una consistente porzione di volta della cantina”.
Al geometra Luca Ferri, all’ingegnere Stefano Frellicca e ad Adriano Menichelli, titolare della ditta che stava effettuando lo scavo, sono contestati l’omicidio, il disastro e le lesioni colposi.
“In sostanza – si legge ancora – lo scavo di sbancamento non ha fatto altro che rimuovere il materiale che costituiva il naturale appoggio e sostegno di uno dei due lati della volta della grotta/cantina n. 1; una volta rimosso detto appoggio, il materiale, scarsamente consistente e poco addensato (non si tratta di roccia, ma di lapillo aggregato), ha perso stabilità, ed è crollato (inevitabilmente) a terra”.
Nello smottamento del terreno sovrastante il Miralago, che ne ha fatto cedere il solaio, è anche rimasto ferito il cuoco del locale Massimo Pini, estratto a mani nude dalle macerie e ricoverato all’ospedale di Belcolle.
“Se fossero stati svolti i necessari rilievi, per accertare in modo compiuto la configurazione della cantina, prima di dare inizio ai lavori – scrive Fugger – anche un tecnico dotato delle minime competenze necessarie per progettare e condurre questo tipo di lavori avrebbe capito e previsto che non si poteva scavare in aderenza al confine sud ovest della cantina, poiché avrebbe rimosso il necessario sostegno alla volta della stessa cantina provocandone l’inevitabile crollo”.
In conclusione “i lavori in corso di svolgimento non erano conformi alla normativa di settore” e inoltre “dovevano iniziare entro un anno da esecutività variante Prg e quindi entro il 04/08/2019”.
Invece “la comunicazione inizio lavori di cui alla Scia prot. 22556 è stata presentata più di 11 mesi dopo il termine di 12 mesi fissato dalla delibera di approvazione della variante di Prg”.
“Il progetto – viene sottolineato – non aveva neanche accertato la presenza della cavità ipogea (cantina) n. 4, che attraversava trasversalmente l’area di scavo, ad una modesta profondità rispetto al piano di scavo, con il rischio evidente che la copertura di detta grotta/cantina potesse crollare sotto il peso dei cingoli dei due escavatori durante lo scavo, dando luogo ad un gravissimo incidente sul lavoro, con esposizione al rischio di infortunio gravissimo dei due operatori in servizio sugli escavatori”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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