Montefiascone – (sil.co.) – Crollo in via Bandita, via libera della procura al dissequestro del Miralago.
E’ stata accolta l’istanza dell’avvocato Giuliano Migliorati, che assiste la vedova e i figli di Paolino Morincasa, il ristoratore 72enne morto sotto le macerie lo scorso 18 giugno.
L’obiettivo è la messa in sicurezza ai fini della riapertura dell’attività, mentre prosegue l’inchiesta, nell’ambito della quale due professionisti e il titolare della ditta che stava effettuando lo scavo – Luca Ferri, Stefano Frellicca e Adriano Menichelli – sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio, lesioni e disastro colposi.
Il pubblico ministero Eliana Dolce ha nominato come consulente tecnico l’ingegnere Rodolfo Fugger, che lo scorso 26 giugno, per accelerare i tempi, ha chiesto una topografia specifica dei luoghi.
La famiglia Morincasa ha nominato l’ingegnere Maurizio Fociani e il geologo Paolo Bottamedi, mentre l’ingegnere strutturista Antonio La Grutta è stato nominato consulente della ditta che stava effettuando i lavori.
L’avvocato Migliorati, in vista del dissequestro, che avverrà nei prossimi giorni, si sarebbe già attivato per il progetto di messa in sicurezza, la cui responsabilità ricadrà anzitutto sui titolari del locale, mentre spetterà all’amministrazione comunale attuare tutte le misure per la salvaguardia della pubblica incolumità.
Per la famiglia Morincasa, dovrebbe essere nominato responsabile per la messa a punto del progetto da sottoporre alla pubblica autorità (amministrazione comunale, vigili del fuoco, etc) l’ingegnere Maurizio Fociani, già consulente tecnico nell’ambito dell’inchiesta della procura. Come detto, l’obiettivo è la verifica delle condizioni per la riapertura.
Sul fronte delle indagini, invece, sarebbero in corso verifiche per capire se quanto chiesto a livello amministrativo corrisponda ai lavori e quanto di ciò che è stato chiesto sia stato autorizzato rispetto ai lavori fatti.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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