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Viterbo - Sgarbi sull'opera di Rutilio Manetti che afferma d'avere trovato nella dimora viterbese Villa Maidalchina e che da Report sospettano sia stata rubata al castello di Buriasco

“Sono due quadri distinti, due versioni dello stesso autore…”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Sono due quadri distinti, due versioni dello stesso autore”. Il giallo dell’opera di Rutilio Manetti, La cattura di San Pietro, secondo Vittorio Sgarbi. Valore stimato, 300mila euro.


Report - Rai3 - Vittorio Sgarbi

Report – Rai3 – Vittorio Sgarbi


Ovvero, per l’assessore alla Bellezza al comune di Viterbo e sottosegretario alla Cultura, nessun giallo. L’inchiesta di Report, andata in onda ieri sera su Rai3 racconta di una tela rubata nel 2013 al castello di Buriasco e apparso nel 2021 in una mostra a Lucca, curata da Sgarbi, che dell’opera risulta esserne il proprietario. Ma non di quella scomparsa anni addietro, ritiene.

Perché il critico d’arte quella tela asserisce che sia stata ritrovata a Villa Maidalchina, dimora storica nel viterbese.

Botta e risposta fra i giornalisti che hanno curato l’inchiesta e lo stesso Sgarbi, che ieri ha chiesto che non fosse mandato in onda il servizio del programma Rai3. In cui al sottosegretario è stato chiesto inizialmente se avesse presente l’opera.

“So tutto – ribatte Sgarbi a più riprese al giornalista – ma perché dovrei parlarne con lei?”. Il catalogo, svela il servizio, riporta che l’opera fosse a villa Maidalchina, acquistata nel 2000 dalla madre di Sgarbi.


Mistero del dipinto rubato - Le due versioni, con e senza il particolare della candela - Nel riquadro Vittorio Sgarbi

Mistero del dipinto rubato – Le due versioni, con e senza il particolare della candela – Nel riquadro Vittorio Sgarbi


“L’ex proprietario – altra domanda dai curatori del servizio – non si è accorto che c’erano opere d’arte a casa sua?”. Girata direttamente al diretto interessato. “Non c’erano affreschi – sostiene Luigi Achilli, ex proprietario interpellato da Report – non c’erano opere d’arte. Non c’era un soffitto”.

I ricordi di Sgarbi sono diversi: “Se nel sottotetto che ho fatto rifare – ribatte Sgarbi – ci sono cose che non conosce l’ex proprietario, saranno cazzi miei? Ma lei perché vuole sapere cosa c’era e cosa non c’era? Perché io ho culo e lei non troverà un Manetti né in una soffitta e né a un’asta?”.

Non proprio. Per capire se c’era o se non c’era in una soffitta (se c’era o non c’era la soffitta). “Il dipinto era citato – spiegano ancora da Report – nel testo curatoriale. Sgarbi scrive che il Manetti era riportato nell’inventario dei beni di un illustre proprietario, Andrea Maidalchini, redatto dal notaio Cosimo Pennacchi”. I giornalisti lo vanno a cercare all’archivio di stato di Viterbo.

Angelo Allegrini li aiuta nella ricerca, tornando indietro fino al 1649. Ma a quanto pare non si parla di Rutilio Manetti, è la conclusione.


Report - Servizio su Sgarbi - Angelo Allegrini

Report – Servizio su Sgarbi – Angelo Allegrini


“La villa non era vuota – seguendo la trasmissione Sgarbi pare spazientirsi – cosa gliene frega a lei? Faccia di merda”. Gli viene spiegato che in base all’inchiesta, il quadro di cui si parla è molto simile a un Manetti rubato in un castello a un’anziana signora nel 2013.

Vanno anche dalla donna, che superata la diffidenza iniziale, mostra anche il luogo dove è avvenuto il furto. Chi l’ha portato via s’è pure preoccupato di sostituirlo con una gigantografia, sperando d’ingannare per un po’.

Sempre la signora ricorda che tempo prima c’era stato un signore interessato al quadro. Paolo Bocedi. Lo intervistano pure, è stato collaboratore di Sgarbi. Altro dettaglio. Sempre quel quadro, la cui unica differenza è una luce nella parte sinistra (ma spiegano che può essere stata aggiunta), riappare per finire nelle mani di un restauratore, Mingardi. “Tra i preferiti di Sgarbi”.

Il professionista all’epoca chiese rassicurazioni sulla provenienza, spiegano, gli viene detto che arrivava dalla dimora nel Viterbese, altro non sa. Ma a suo modo di vedere, opera rubata e quella trovata nel viterbese possono essere la stessa. Non per Sgarbi: “Si tratta di due quadri distinti, due versioni dello stesso autore, uno da Villa Maidalchina e l’altro da un castello di cui non ricordo”.

Dove una volta, invece si ricordano da Report, il critico d’arte era stato a presentare un libro.

Il restauratore sostiene che a consegnargli il dipinto sia stato Bocedi: “Consegnato da Bocedi – ribatte Sgarbi – non da me. Allora chiamo i carabinieri e faccio verificare”. Il giallo rimane.

Giuseppe Ferlicca


– Sgarbi e il mistero del dipinto rubato, l’assessore alla Bellezza si difende: “Trovato in una villa nel viterbese”


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18 dicembre, 2023

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