Fabrica di Roma – L’albergo confiscato – Nel riquadro: Il sindaco Mario Scarnati
Fabrica di Roma – Casa di riposo “mancata” nel grand hotel confiscato alla mafia, è stato assolto per non avere commesso il fatto uno dei quattro imputati rimasti dopo la morte dell’allora sindaco Mario Scarnati.
Ad essere stato assolto è un professionista, l’ingegnere Domenico Gasperini, difeso dallo studio legale Massatani, che all’epoca dei fatti non era dirigente dell’ufficio tecnico. Per gli altri tre coimputati è stato dichiarato il non luogo a procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Non luogo a procedere in seguito alla morte dell’imputato, infine, per l’ex sindaco Mario Scarnati.
Scomparso l’ex sindaco Mario Scarnati, deceduto il 7 settembre dell’anno scorso all’età di 73 anni, il processo si è chiuso ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri con tre prescrizioni e una assoluzione nel merito per gli altri quattro imputati di turbativa d’asta, ovvero un geometra, due architetti e il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Fabrica di Roma.
“Gasperini – ricordano i difensori Francesco e Roberto Massatani – ha sofferto una imputazione alla quale era estraneo in quanto all’epoca dei fatti non era il responsabile dell’ufficio tecnico”.
L’unico ad essere stato assolto, di conseguenza, è l’ingegnere Domenico Gasperini, per il quale il processo si è concluso con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Gli avvocati Roberto e Francesco Massatani
Indagini da esposto consiglieri minoranza
La gara per l’affidamento della progettazione definitiva si è svolta alla fine del 2015, tra ottobre e dicembre. Nel 2016 due consiglieri comunali di minoranza hanno presentato un esposto sulla vicenda segnalando “presunte irregolarità”. Nel 2017, in seguito alla relazione del 27 aprile del presidente dell’Anac Raffaele Cantone si decise di non farne più niente, ma nel frattempo le indagini della procura sono andate avanti fino alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati.
Corsa contro il tempo per finanziare i lavori
Per l’accusa è stato ascoltato durante il processo l’ex comandante dei carabinieri forestali di Civita Castellana, il quale ha ricordato come nell’autunno 2015 ci fosse l’urgenza di predisporre entro la fine di dicembre un progetto definitivo per l’ampliamento dell’hotel da destinare a casa di riposo ai fini del mutuo che avrebbe dovuto finanziare i lavori per un milione e 700mila euro. A ottobre il comune affidò con atto firmato dall’architetto responsabile dell’area tecnica il preliminare allo stesso architetto cui poi il 7 dicembre fu affidata la progettazione definitiva, consegnata alla pubblica amministrazione nel giro di due giorni il 9 dicembre, nello stesso giorno in cui fu sospeso con decreto sindacale il dirigente dell’area tecnica.
La svolta della “registrazione” dell’ex dirigente
A due anni di distanza, nell’ottobre del 2017, è stato proprio il dirigente sospeso dal sindaco a dare una svolta alle indagini, consegnando agli investigatori un “cd a sua memoria”, contenente la registrazione di una conversazione avuta con Scarnati e altre persone, il 29 ottobre 2015, nell’ufficio del sindaco e nel giardino del comune, tre giorni dopo che erano partiti gli inviti per la procedura pubblicistica. Si sarebbe parlato della necessità di reperire 200mila euro per saldare il debito accumulato dalla pubblica amministrazione con una cooperativa di servizi, concordando stralci, nell’ambito del mutuo da chiedere entro fine anno, presentando la progettazione definitiva, per la casa di riposo.
Alla gara un solo concorrente, mai sentiti gli assenti
Il 26 ottobre 2015 era stata avviata la procedura pubblicistica, cui furono invitati cinque professionisti, nessuno dei quali si presentò, a parte l’architetto cui era stata già affidata la progettazione preliminare, cui sarebbe mancato un documento per completare la documentazione. Nonostante durante il processo sia emerso che si sarebbe trattato di un vizio sanabile anche successivamente, la gara fu annullata dal geometra facente funzione di rup. Il problema, visti i tempi stringenti, fu risolto, il 13 novembre, con una delibera sindacale in cui si chiedeva all’unico professionista concorrente di definire la documentazione. Restano ignoti i motivi per cui gli altri invitati non abbiano preso parte alla gara.
Secondo l’Anac “irregolarità di scarso rilievo”
Per l’appunto il 7 dicembre 2015 fu affidata allo stesso architetto della progettazione preliminare, unico concorrente alla gara, la progettazione definitiva, consegnata il 9 dicembre. Lo stesso giorno, appunto, in cui il dirigente futuro testimone chiave dell’accusa fu sospeso dal sindaco Scarnati. Per 80mila euro, somma sotto soglia, per la quale si poteva attivare la procedura negoziale, come rilevato dalla stessa Autorità nazionale anticorruzione in una relazione del 27 dicembre 2016 in cui, come ha fatto notare il difensore Ballarini, “non emergono anomalie significative, ma irregolarità di scarso rilievo”, a fronte dell’urgenza di arrivare entro il 21 dicembre 2015 e dell’importo sotto soglia per la procedura negoziata.
Silvana Cortignani
Fabrica di Roma – L’albergo confiscato alla criminalità che sarebbe dovuto diventare una casa di riposo
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


