Fabrica di Roma – Casa di riposo “mancata” nel grand hotel confiscato alla mafia, morto l’ex sindaco Mario Scarnati, deceduto lo scorso 7 settembre all’età di 73 anni, il processo è ripreso ieri per gli altri quattro imputati. Sono un geometra, due architetti e il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Fabrica di Roma – difesi dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani, Fabrizio Ballarini, Giuseppe La Bella e Alessandro Fortuna – imputati di turbativa d’asta davanti al giudice Elisabetta Massini.
Fabrica di Roma – L’albergo confiscato che doveva diventare casa di riposo
Indagini da esposto consiglieri minoranza
La gara per l’affidamento della progettazione definitiva si è svolta alla fine del 2015, tra ottobre e dicembre. Nel 2016 due consiglieri comunali di minoranza hanno presentato un esposto sulla vicenda segnalando “presunte irregolarità”. Nel 2017, in seguito alla relazione del 27 aprile del presidente dell’Anac Raffaele Cantone – che il pm Adragna avrebbe voluto acquisire, ma cui il difensore Massatani si è opposto – si decise di non farne più niente, ma nel frattempo le indagini della procura sono andate avanti fino alla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati. Il pm Michele Adragna, a distanza di anni, ha ereditato il fascicolo di Fabrizio Tucci, nel frattempo passato alla Dda di Roma.
Corsa contro il tempo per finanziare i lavori
Per l’accusa è stato ascoltato l’ex comandante dei carabinieri forestali di Civita Castellana, il quale ha ricordato come nell’autunno 2015 ci fosse l’urgenza di predisporre entro la fine di dicembre un progetto definitivo per l’ampliamento dell’hotel da destinare a casa di riposo ai fini del mutuo che avrebbe dovuto finanziare i lavori per un milione e 700mila euro. A ottobre il comune affidò con atto firmato dall’architetto responsabile dell’area tecnica il preliminare allo stesso architetto cui poi il 7 dicembre fu affidata la progettazione definitiva, consegnata alla pubblica amministrazione nel giro di due giorni il 9 dicembre, nello stesso giorno in cui fu sospeso con decreto sindacale il dirigente dell’area tecnica.
La svolta della “registrazione” dell’ex dirigente
A due anni di distanza, nell’ottobre del 2017, è stato proprio il dirigente sospeso dal sindaco a dare una svolta alle indagini, consegnando agli investigatori un “cd a sua memoria”, contenente la registrazione di una conversazione avuta con Scarnati e altre persone, il 29 ottobre 2015, nell’ufficio del sindaco e nel giardino del comune, tre giorni dopo che erano partiti gli inviti per la procedura pubblicistica. Si sarebbe parlato della necessità di reperire 200mila euro per saldare il debito accumulato dalla pubblica amministrazione con una cooperativa di servizi, concordando stralci, nell’ambito del mutuo da chiedere entro fine anno, presentando la progettazione definitiva, per la casa di riposo.
Alla gara un solo concorrente, mai sentiti gli assenti
Il 26 ottobre 2015 era stata avviata la procedura pubblicistica, cui furono invitati cinque professionisti, nessuno dei quali si presentò, a parte l’architetto cui era stata già affidata la progettazione preliminare, cui sarebbe mancato un documento per completare la documentazione. Nonostante ieri sia emerso che si sarebbe trattato di un vizio sanabile anche successivamente, la gara fu annullata dal geometra facente funzione di rup. Il problema, visti i tempi stringenti, fu risolto, il 13 novembre, con una delibera sindacale in cui si chiedeva all’unico professionista concorrente di definire la documentazione. Restano ignoti i motivi per cui gli altri invitati non abbiano preso parte alla gara. “Qualcuno ha detto che gli è stata puntata una pistola alla tempia perché non partecipasse”, ha chiesto ironicamente il difensore La Bella, che assiste il geometra che ha fatto da rup. Il testimone ha risposto che non sono mai stati interpellati sulla questione.
Secondo l’Anac “irregolarità di scarso rilievo”
Per l’appunto il 7 dicembre 2015 fu affidata allo stesso architetto della progettazione preliminare, unico concorrente alla gara, la progettazione definitiva, consegnata il 9 dicembre. Lo stesso giorno, appunto, in cui il dirigente futuro testimone chiave dell’accusa fu sospeso dal sindaco Scarnati. Per 80mila euro, somma sotto soglia, per la quale si poteva attivare la procedura negoziale, come rilevato dalla stessa Autorità nazionale anticorruzione in una relazione del 27 dicembre 2016 in cui, come ha fatto notare il difensore Ballarini, “non emergono anomalie significative, ma irregolarità di scarso rilievo”, a fronte dell’urgenza di arrivare entro il 21 dicembre 2015 e dell’importo sotto soglia per la procedura negoziata.
Il processo riprenderà il prossimo 23 marzo.
Silvana Cortignani
Articoli: Grand hotel confiscato alla mafia, scintille al processo all’ex sindaco Mario Scarnati – Casa di riposo “mancata” nel grand hotel della mafia, primi testimoni a maggio – Grand hotel confiscato alla mafia, non decolla il processo al sindaco Scarnati – “Grand hotel della mafia, uno degli imputati è sbagliato” – Grand hotel della mafia, rinviato il processo al sindaco Scarnati che sognava di farci una casa di riposo – Sindaco, geometra, tecnico e architetto nel mirino della procura – Grand hotel confiscato alla mafia, Scarnati a processo per turbativa d’asta – Grand hotel con discarica, confiscato e abbandonato
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY