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Viterbo - Annarita Ficari è una delle commercianti che ha firmato la lettera con cui si chiede alla sindaca Chiara Frontini di non chiudere porta Faul e di modificare la viabilità prevista per il prossimo mese - Con lei anche Marco Morbidelli, Roberto Strabioni e Mara Cappelli

“Natale, chiudere le porte per le festività significa chiuderci dentro”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Chiudere le porte significa chiuderci dentro”. A parlare è Annarita Ficari del negozio d’abbigliamento Ficari in Corso Italia a Viterbo. Una delle commercianti e dei commercianti che ha sottoscritto la lettera inviata ieri alla sindaca Chiara Frontini. Una lettera siglata da 164 persone che hanno la loro attività dentro le mura, molti da 30-40 anni a questa parte.

Chiedono di modificare il piano della viabilità del centro storico per le festività natalizie entrato in questi giorni a pieno regime e destinato a fine subito dopo la Befana.


Annarita Ficari

Annarita Ficari


“Chi scrive – riporta la lettera – è un gruppo di commercianti di varie vie del centro storico, operatori che da anni svolgono la loro attività lavorativa in questa parte della città e che con le proprie vetrine hanno da sempre contribuito a renderla viva, attrattiva e pulsante. Oggi la situazione, e questo purtroppo è sotto gli occhi di tutti, non è più sostenibile. Mai a memoria d’uomo il nostro centro storico, quello che da sempre è stato il salotto della città, dove giovani, famiglie, amici e turisti si riversavano non solo per acquistare ma anche per incontrarsi, ha versato in condizioni tali di abbandono, e questo ci addolora e ci preoccupa enormemente poiché ciò non fa altro che aggravare una situazione già fortemente compromessa dal punto di vista commerciale come testimoniano le tantissime serrande abbassate di colleghi che hanno chiuso le loro attività o che per sopravvivere si sono dovuti trasferire all’esterno impoverendo di fatto il centro stesso. Noi che oggi scriviamo questa lettera vogliamo invece mettercela tutta per rimanere”.


Viterbo - Via Saffi

Viterbo – Via Saffi


Una crisi, quella del centro storico, che va avanti da più di 20 anni. Come il nulla della Storia infinita. Una crisi che ha divorato intere vie un tempo fiore all’occhiello del commercio viterbese, quando nella città dei Papi venivano da tutta la provincia e dalle regioni al confine per fare acquisti. Quando c’erano ancora Schenardi e il cinema Genio e il sabato pomeriggio al Corso si facevano le vasche. Quando, una volta che ci si voleva sposare, era quasi d’obbligo passare da queste parti per l’abito da cerimonia, il vestito bianco e quelli dei testimoni. Poco mancava pure per il prete. E alla fine ci scappava pure il gelato da Chiodo e il caffè al bar Centrale. Adesso invece, che le trattore del commercio hanno seguito quelle dell’espansione edilizia fuori le mura, con un’altra città che è venuta su in pochi anni, nelle vie a ridosso del Suffragio, del teatro, della rocca, del Sacrario e di fontana grande, tutto sembra sciogliersi come neve al sole. Come se la modernità e l’evoluzione tecnologica, con l’avvento anche del commercio online, abbia avuto l’effetto di una bomba atomica piuttosto che quello della crescita economica.

“La gente deve essere invogliata venire dentro le mura – ha detto Ficari – proprio perché qui abbiamo il nostro patrimonio storico e artistico. Il luogo ideale dove portare i turisti. Ed è fondamentale valorizzare questa parte di città. Il centro va fatto vivere. Chiudere le porte significa chiuderci dentro. E noi non prendiamo lo stipendio ma ci sostentiamo con le nostre fatiche. I risultati del Pnrr si vedranno tra una decina d’anni. Nel frattempo ci sono i cantieri. Ed è come mettere la ciliegina senza avere la torta”.


Marco Morbidelli

Marco Morbidelli


Il piano del comune prevede la chiusura di fatto di porta Faul. Una scelta che i commercianti del centro chiedono di modificare, perché temono possa spostare clienti, turisti e gente di passaggio verso i centri commerciali in periferia. I commercianti chiedono anche di pensare a una serie di eventi in piazza del comune dove, siccome ci sono i lavori del Pnrr, c’è poco e niente. E il mapping con le luci su palazzo dei Priori da solo non basta. I commercianti del centro storico chiedono anche il parcheggio gratuito al Sacrario per le festività natalizie e, in futuro, la prima ora, sempre gratuita, per tutti gli altri.

“Il commercio è fatto di risultati giornalieri – prosegue Ficari – 0,e con queste decisioni che l’amministrazioni ha preso la città sta morendo. Alle 5-6 del pomeriggio vediamo 10 persone in tutto il Corso, che è la via principale del commercio viterbese. Quindi chi ci governa deve venirci incontro, dando seguito a quelle che sono state le promesse della sindaca in campagna elettorale e per cui ha preso tanti voti”.


Roberto Strabioni

Roberto Strabioni


“La raccolta di firme che abbiamo mandato alla giunta e ai consiglieri comunali – spiega Marco Morbidelli di Time & Co. in via Saffi – contiene richieste sensate. Richieste di buon senso senza alcuna connotazione politica. Richieste che hanno il solo obiettivo di tutelare il nostro lavoro all’interno del centro storico. Con lo scopo di agevolare i nostri clienti a venire in centro. Ed è fondamentale che tra amministrazione e commercianti ci sia collaborazione”.

“La chiusura di porta Faul è controproducente – continua Morbidelli – e il periodo natalizio è una fase dell’anno in cui non ci possiamo permettere che i nostri clienti, o chi vuole venire in centro, giri la macchina e se ne vada da un’altra parte”.

Cosa si aspettano i commercianti dall’amministrazione?  “Ci aspettiamo – risponde Morbidelli – un confronto e che prenda in considerazione le proposte avanzate con la lettera. Proposte che vanno in direzione della vivibilità del centro storico e della sua fruizione da parte dei viterbesi e dei turisti che ci aspettiamo che vengano”.

Il turismo è infatti il miraggio che tutti si aspettano, ma da solo, almeno in questo preciso momento storico, non basta. Turismo che segue poi direttrici ben precise, di passaggio come per la via Francigena oppure concentrate su una ristretta parte della città, nello specifico San Pellegrino e piazza San Lorenzo dove si trovano la cattedrale e palazzo dei Papi. ferma restando la volontà dell’amministrazione di coinvolgere anche il grosso di tutto il resto del centro storico. Con il mapping, appunto, in piazza del plebiscito, i mercatini lungo via Marconi e le luminarie lungo tutto il tessuto urbano. Ma il problema resta. Le persone devono entrare in centro e fare acquisti. Altrimenti il tessuto produttivo che lo caratterizza rischia, nel medio, neanche tanto, periodo il collasso.


Mara Cappelli

Mara Cappelli


“Chiediamo solo di essere ascoltati – ribadisce più volte Morbidelli – senza alcun contrasto. E che dall’ascolto ne nasca qualcosa di positivo. Le firme sono tante e c’è stata grande partecipazione. Proprio perché si tratta di questioni che nascono dal buon senso e interventi che possono essere realizzati nell’immediato”.

La mano è tesa al dialogo. Per cercare insieme una soluzione che dia margine e respiro al commercio del centro storico. Senza neanche il timore di una futura pedonalizzazione dello stesso. 

“Ci sta bene fare il centro storico isola pedonale – dice infatti Roberto Strabioni delle Officine Toscane via Roma – ma non durante le festività natalizie, senza preavvisi e senza niente. La sperimentazione di una eventuale chiusura va fatta in primavera, quando le giornate sono più favorevoli. Siamo già tagliati fuori da tempo, perché se continuano ad aprire altre attività fuori dalle porte della città, per venire in centro è quasi impossibile. Se non facendo la superstrada, perché in alcuni punti proprio non si passa”.


Viterbo - Via Saffi

Viterbo – Via Saffi


Le macchine in città di suo sono già tante. Secondo le statistiche 77 ogni 100 abitanti. Rapporto tra i più alti in Italia. Se poi, come si spera, arriveranno altre famiglie con automobili da fuori, la viabilità in centro e attorno alle mura diventa strategica più di quanto non lo sia.

“Abbiamo firmato la lettera per passare un Natale tranquillo – conclude Mara Cappelli di Sélavì in Corso Italia – un Natale in cui si possa lavorare. Ma con le chiusure previste dall’amministrazione non è possibile. E le nostre attività in ginocchio. Non possiamo aspettare solo i clienti storici. Sono fondamentali anche le persone di passaggio. E dal lunedì al venerdì qui non c’è nessuno”.

Daniele Camilli 


Articoli: I commercianti: “Natale, mai a memoria d’uomo il nostro centro storico ha versato in condizioni tali di abbandono” – “D’accordo con la petizione dei commercianti, periodo non adatto a sperimentazioni sulla viabilità” – No alla chiusura di porta Faul per le festività natalizie, oltre 100 le firme già raccolte tra i commercianti del centro storico – Mercatino di Natale, via Marconi chiusa o a senso unico e stop alle auto da porta Faul nei fine settimana


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3 dicembre, 2023

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