Carabinieri – foto d’archivio
Viterbo – (sil.co.) – Tira una roncola contro i ragazzi del bar, ieri in primo grado è stato condannato per minacce aggravate a cinque mesi di reclusione. Che dovrà scontare, essendo recidivo.
I carabinieri lo hanno trovato a letto, che russava saporitamente, con l’arma adagiata sul fianco e la porta di casa aperta.
Imputato un uomo non nuovo a mettersi nei guai, già noto ai carabinieri del centro del comprensorio del lago di Bolsena dove, una sera d’estate di un paio di anni fa, un gruppo di giovani che stavano chiacchierando all’esterno di un locale sono stati presi di mira dal “vicino”, insonne e su tutte le furie per il rumore, spenzolato verso di loro con una roncola in mano dall’alto del balcone del primo piano.
L’uomo avrebbe prima inveito contro i giovanissimi, rivolgendo insulti più o meno offensivi e coloriti anche nei confronti di madri e padri, quindi sarebbe passato alle minacce di morte, armato di roncola, riuscendo infine a ottenere lo scioglimento della comitiva tirando verso di loro la stessa roncola che brandiva in mano.
Nel fuggi fuggi generale, mentre sul posto si stavano precipitando i carabinieri della locale stazione, l’imputato sarebbe sceso a recuperare la roncola che aveva lanciato di sotto dal balcone, quindi sarebbe tornato a casa e andato a dormire con l’arma come se niente fosse.
Al loro arrivo, i militari, intervenuti in seguito all’allarme “uomo armato”, trovando aperta la porta dell’appartamento, hanno fatto irruzione con tutte le cautele del caso nell’abitazione, trovando l’imputato che dormiva saporitamente a letto, con la roncola adagiata al suo fianco. Ovviamente è stato svegliato ed è poi finito a processo.
L’accusa, contestando la recidiva, ha chiesto ieri una condanna a 10 mesi di reclusione, mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione. Il giudice lo ha condannato a cinque mesi di reclusione in primo grado, senza la concessione di alcun beneficio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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