Viterbo – “Il comune non è il mago Merlino e a distanza di 5 anni i viterbesi si ricrederanno e non butteranno più acqua bollente addosso alla città. Dovrebbero avere un po’ più di tranquillità e fermezza nell’aspettare la crescita del seminato. Dopodiché se i viterbesi pensano che in un anno e mezzo di amministrazione si possano risolvere i problemi di trent’anni allora vuol dire che sono troppo frettolosi”.
Intervista al consigliere di maggioranza di Io Apro Rinascimento, Ugo Poggi. Dalle politiche dell’amministrazione della sindaca Chiara Frontini all’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi. E sui “fatti gravi” che avrebbe subito l’ex delegato al patrimonio Marco Bruzziches e la sua famiglia, Poggi ha detto: “Sono problemi suoi”.
Il consigliere comunale Ugo Poggi
Consigliere Ugo Poggi, che ne pensa delle politiche della sindaca Chiara Frontini?
“Durante le feste di Natale lavoro al Village. Con l’amministrazione non sono a disposizione, non sono presente”.
Che ne pensa del passaggio del consigliere Marco Bruzziches dalla maggioranza all’opposizione?
“E io cosa c’entro con le dimissioni di Bruzziches?”
Lei fa parte della maggioranza che sostiene la giunta Frontini, un suo collega se ne va e passa all’opposizione. Non crede che la cosa, politicamente, possa in qualche modo riguardarla visto che Bruzziches faceva parte della sua stessa maggioranza?
“Penso che sia una sua scelta”.
Nient’altro?
“È una sua scelta”.
Bruzziches fa anche riferimento a “fatti gravi” che avrebbero riguardato lui e la sua famiglia.
“Se lo ha detto lui, sono problemi suoi”.
Per quanto riguarda il centro storico, invece, secondo lei va tutto bene?
“Sul centro storico abbiamo un piano di recupero di posizioni artistiche che cercheremo di portare a termine. Siamo al primo anno e mezzo di governo e ce la stiamo mettendo tutta. Vivo nel centro storico e sarei molto felice di realizzare quanto ci eravamo detto”.
Qual è il suo parere sui mercatini di Natale?
“Siamo al secondo anno e la gente si sta piano piano abituando. Non sento lamentele, soprattutto da parte dei turisti”.
Tra i viterbesi c’è però chi si lamenta della viabilità?
“Ognuno di noi ha il suo giudizio. Io sento i turisti e i turisti sono contenti”.
La sindaca Chiara Frontini
L’assessore alla bellezza Vittorio Sgarbi che fine ha fatto?
“Starà a casa sua. In questo momento ci sono le feste natalizie”.
Immagino, ma la questione è che non partecipa alle giunte e non si fa più sentire. Lei alla fine è il suo consigliere comunale di riferimento.
“Non conosco le problematiche di Sgarbi. Lo vedo impegnato con le questioni di stato. Penso che a gennaio potrebbe farsi vivo”.
Le sembra normale che un’assessore della giunta scompaia così?
“Anche se sono un suo consigliere, più che un mio, è un suo problema personale. Poi io non faccio il sindaco”.
Lei comunque è il suo consigliere di riferimento. La chiama? Vi confrontate sulle questioni politiche riguardanti il comune?
“Penso che lui parli di più con la sindaca piuttosto che non il suo consigliere di riferimento”.
L’ultima volta che l’ha sentito quand’è stato?
“Qualche mese fa”.
E non ha niente da dire sul fatto che Sgarbi non partecipi alla vita della giunta di cui fa parte e che lei sostiene?
“A questa domanda non le so rispondere. Penso che telefoni alla sindaca e dirà a lei i motivi per cui non viene. Anche i consiglieri di minoranza si lamentano e, più che a me, chiedono alla sindaca e agli assessori come mai Sgarbi non si presenta. Lo vorrebbero sapere anche loro”.
Il consigliere comunale Marco Bruzziches
Anche gli assessori della giunta si chiedono come mai Sgarbi non è presente?
“La richiesta viene dalla minoranza. Sono loro a chiedere come mai Vittorio Sgarbi non si fa vivo, almeno in qualche consiglio importante”.
Come mai lo chiedono alla sindaca e non a lei che è il suo consigliere?
“I consiglieri capiscono che Sgarbi ha molto da fare, ma sulle cose più importanti farebbe piacere che anche lui ci fosse. Magari perché gli vorrebbero fare delle domande”.
Ma perché non lo chiedono a lei?
“Io questo non lo so. Magari perché vorrebbero saperlo da chi è più di me”.
Però sembra quasi che lei stia dicendo che non conta niente.
“No, non è che non conto niente. Non è una questione di contare o non contare. Se lo domandano a me, risponderò”.
E lei che risposta darebbe?
“Se me lo chiede a freddo magari, posso sbagliare il modo di esprimermi. Se me lo chiedono in consiglio so che cosa devo rispondere. Ma lei non è un consigliere, quindi non le rispondo”.
Ma sono un giornalista che fa domande per informare i cittadini in nome dei quali l’amministrazione svolge il suo mandato.
“Vorrà dire che telefonerò a Sgarbi dicendogli che c’è un giornalista che vuole sapere come mai non si presenta a Viterbo. E lui mi risponderà”.
Sempre a proposito di Sgarbi, all’inizio del prossimo anno l’Antitrust si dovrebbe esprimere sul rapporto tra incarichi a pagamento e sulla loro compatibilità con gli incarichi da sottosegretario alla Cultura e assessore alla Bellezza di Viterbo. Se risultassero incompatibili, secondo lei, Vittorio Sgarbi si dovrebbe dimettere da assessore della giunta Frontini?
“Non è un giudizio che posso dare. Non posso dire niente. Perché non sono Vittorio Sgarbi e non posso essere nel suo cervello”.
Da consigliere che rappresenta la città di Viterbo che cosa dovrebbe fare?
“È un problema suo”.
Nel momento in cui Sgarbi riveste un incarico istituzionale è anche un problema della città. Non è solo una questione personale. Non crede?
“Il problema dell’assessore è che si dovrebbe comportare in modo composto con tutto il comune”.
“Composto” che vuol dire?
“Dovrebbe essere lui a dire se vuole o non vuole uscire dalla giunta. Oppure se la sindaca lo vuole o non lo vuole dimettere. Sono problemi che riguardano lui e chi per lui. So che Sgarbi ha molto da fare, con impegni importanti. Lo sa lui se gli piace fare l’assessore a Viterbo oppure no”.
Ma se sono mesi che non lo sente, come fa a sapere che è impegnato?
“Si vede che qualche notizia ce l’ho”.
Quindi Sgarbi con lei parla oppure no?
“Certo, qualche volta ci parlo. Posso anche andare a trovarlo a Roma. Non ho problemi”.
Ma erano mesi che non ci parlava?
“Non è vero niente. Lo pensa lei”.
Ma se me lo ha detto lei poco fa…
“Io ci parlo e quando parliamo, parliamo di tutt’altre cose”.
Di cosa parlate?
“Parliamo di come va la città, di come va avanti il Pnrr. Penso che sia informato anche da altri interlocutori del comune. Non credo sia uno sprovveduto”.
L’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi
Lei si sente ancora di rappresentare Io Apro Rinascimento?
“Certamente sì e mi sento soprattutto un consigliere orgoglioso di andare avanti con la speranza che i viterbesi non abbiano fretta. Dopodiché se pensano che in un anno e mezzo di amministrazione si possano risolvere i problemi di trent’anni allora vuol dire che i viterbesi sono troppo frettolosi”.
Però l’attuale amministrazione si è presentata alle elezioni dicendo che nel giro di un anno avrebbe risolto tutta una serie di problemi. Poi, dopo un anno e mezzo, dice che non è più possibile…
“I cantieri sono aperti”.
Ma non significa niente.
“Il comune non è il mago Merlino. A un certo punto anche io non capivo tutti i progetti, poi li ho letti e ho visto che le cose stanno andando avanti bene. A distanza di 5 anni i viterbesi si ricrederanno e non butteranno più acqua bollente addosso alla città. Dovrebbero avere un po’ più di tranquillità e fermezza nell’aspettare la crescita del seminato”.
Però, a parte i progetti del Pnrr che, come ha detto la sindaca, sono quasi tutti riconducibili alle passate amministrazioni, non si capisce ancora che cosa ha fatto l’amministrazione Frontini, secondo lei, in un anno e mezzo di governo.
“I progetti del Pnrr stanno andando avanti, le pare poco?”
Ma è un dovere dell’amministrazione, altrimenti si perdono i finanziamenti. Tornando alla domanda di prima, oltre al Pnrr, cos’ha fatto in più la giunta Frontini?
“Rispetta quello che è stato messo sul tavolo”.
Quindi, oltre il Pnrr cos’altro ha fatto?
“Penso che altre cose ci saranno. Con l’anno nuovo ci saranno cose nuove che ancora non si conoscono”.
Lei queste novità le conosce?
“Certo. So anche quello che riusciremo a fare nei prossimi 3 anni e mezzo di lavoro”.
E non ci può dire niente?
“Quando si butta il seme, uno si augura che il frutto maturi”.
Daniele Camilli
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