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Tribunale - Imputato davanti al collegio un diciannovenne

Accusato di spacciare a ragazzini al Sacrario, un testimone tredicenne: “Venti euro di hashish, pagato con tre amici”

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Avrebbe spacciato hashish a ragazzini delle scuole medie. In tribunale la testimonianza di un tredicenne che un anno fa avrebbe fatto acquisti da un pusher del Sacrario per sé e altri tre coetanei.

La droga sarebbe stata ceduta a credito, in cambio di venti euro, racimolati tra gli amici dal giovanissimo, all’epoca appena dodicenne. Cinque euro ciascuno per procurarsi lo stupefacente da consumare in compagnia.

A guastare la “festa” ci hanno pensato i carabinieri che marcavano stretto minore e spacciatore. Il minorenne è stato fermato poco dopo con un tocco di hashish nascosto nelle mutande a piazza del Comune. 


Viterbo - Carabinieri

Viterbo – Carabinieri


Un’accusa pesante quella di spaccio aggravato a carico del ventenne, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, finito a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, che ieri ha interrogato in forma protetta il minorenne, alla presenza di una psicologa e in collegamento solo audio da un’altra stanza, cui l’imputato avrebbe consegnato droga da distribuire ad altri nonostante l’evidente minore età.

A gennaio 2023, secondo l’accusa, lo spacciatore avrebbe ceduto al dodicenne, non imputabile in quanto minore di anni 14, stupefacenti da cedere a terzi, per poi dividere con lui i proventi. Nella serata del 3 febbraio, in particolare, in piazza Martiri d’Ungheria, sotto gli occhi dei carabinieri, l’imputato avrebbe dato al dodicenne, a fine di spaccio, cinque involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso complessivo di circa 4,47 grammi.

“Cercavo dell’hashish per provarlo con gli amici – ha detto il tredicenne, assistito da un avvocato – ho incontrato il pusher al parcheggio del Sacrario e gli ho chiesto se avesse dello stupefacente. Lui ha detto va bene, ma io non avevo soldi. Me l’ha dato lo stesso, col dire che avrei fatto ‘smezzino’ con gli amici e gli avrei portato 20 euro Era un tocco solo, di colore verde. Eravamo in quattro e abbiamo messo cinque euro ciascuno, poi un altro gli ha portato i soldi, nel giro di un paio d’ore”. 

Tra i testimoni anche un militare del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri, che hanno portato a termine l’operazione. Quel giorno, per l’appunto il 3 febbraio dell’anno scorso, addosso all’imputato, che è stato arrestato finendo nell’immediatezza ai domiciliari, sono stati rinvenuti altri 5 involucri di cellophane, contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso complessivo di circa 3,42 grammi, suddiviso in dosi, per le modalità di occultamento e per le circostanze investigative emerse ad uso non esclusivamente personale. Sentenza in primavera. 

Silvana Cortignani


Articoli: Usato come pusher un bimbo di 12 anni, a processo spacciatore del Sacrario – Lotta allo spaccio di droga, 18enne finisce ai domiciliari


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 gennaio, 2024

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