Viterbo – Pubblichiamo la lettera al direttore di Tusciaweb Antonello Giovanni Budano che nella giornata di ieri era già intervenuto su Facebook con un post sulla pesante censura subita senza possibilità di appello – Gentile direttore di Tusciaweb, essendo stato io a proporre al teatro San Leonardo il film intitolato Il Testimone vorrei avere la possibilità di esprimere il mio punto di vista sulla vicenda.
Con queste mie sono a confermare che la proiezione non era stata ufficializzata sul cartellone della programmazione, ovvero non ha fatto in tempo ad esserlo.
Onde però evitare di passare per colui che inventa fantomatiche collaborazioni posso dire che la data del 18 febbraio era stata ampiamente concordata e mi sono personalmente adoperato con l’ufficio stampa del suddetto al fine di definire il manifesto che mi è stato girato e che ho provveduto a divulgare immediatamente.
Aggiungo che ho fornito un mio corsivo da inserire nel successivo comunicato stampa promozionale per sollevare il teatro dalla eventuale polemica arrivata puntuale come una cambiale, è il seguente: “Sono entrato in contatto con Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi a seguito del mio adattamento in italiano del brano Katyusha (compositore: M.Blanter Autore: M. Isakovskij) che è stato ripreso per il montaggio di un servizio giornalistico del canale informativo Donbass Italia).
Essendo sensibile alle tragiche vicende del Donbass fin dal 2014 ho voluto cogliere l’ospitalità neutra del teatro San Leonardo, che ringrazio, per proporre lo stile cinematografico Russo e offrire un diverso punto di vista.
Quando inevitabilmente tutti noi moriremo saremo seppelliti nel cimitero delle ragioni e su ogni lapide ci sarà scritta la propria“.
Venendo ora a l’accorato appello alla censura dell’avvocato Barelli mi scuso e colgo questo spazio per fare pubblica ammenda procedendo al mea culpa.
Per aver evidentemente violato qualche comma dell’art. 21 della costituzione che non ho trovato.
Per non aver preso in considerazione la dichiarazione di guerra del presidente della Repubblica consegnata all’ambasciatore di Russia che non è stata fatta.
Per aver violato le regole del giardino Occidentale che nessuno ha mai scritto, regole di volta in volta fatte sotto dettatura – s. f. [dal lat. tardo dictatura; cfr. dittatura].
Mi recherò quanto prima dal vescovo di Viterbo a chiedere di essere confessato al fine di purificare i miei peccati.
Faccio altrettanto accorato appello affinché l’Avvocato si adoperi per proporre un film sulla libertà di espressione e perché no, piuttosto che farlo introdurre ad uno ebro ma gratuito Budano, ingaggiando un sobrio ma costoso Zelens’kyj che ha messo fuorilegge l’intera opposizione parlamentare del proprio paese e che ha vinto un’elezione anche dichiarando che avrebbe messo fine ai bombardamenti sugli Ucraini del Donbass.
Antonello Giovanni Budano
(Costa Volpara)
Articoli: Silvia Somigli: “Proiezione del film Il testimone, la cultura e la scuola sono ben lontane dall’universo della politica…” – Il teatro San Leonardo: “Consapevoli che il film potesse risultare controverso, abbiamo ritenuto opportuno di non procedere alla proiezione” – Barelli: “Viterbo dica no alla propaganda filorussa, no alla proiezione del film Il testimone finanziato dalla Russia”
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