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Viterbo - Lello Dell’Ariccia, testimone della Shoah, oggi al teatro dell’Unione per un’iniziativa di comune e prefettura - Il vice sindaco Alfonso Antoniozzi: "Chi non spezza la catena dell’odio non è degno di niente"

“Gli italiani mandavano a morire gli ebrei per 5 mila, 3 mila e mille lire…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Gli italiani mandavano a morire gli ebrei per 5 mila, 3 mila e mille lire”.

Lello Dell’Ariccia

Lello Dell’Ariccia


È uno dei passaggi dell’intervento di Lello Dell’Ariccia, testimone della Shoah e presidente di Progetto Memoria. Oggi, al teatro dell’Unione a Viterbo dove il comune e la prefettura, in collaborazione con l’archivio di stato hanno celebrato la Giornata della memoria, con un anticipo di due giorni per rispetto dello Shabbat ebraico che cade di sabato, giorno del riposo. E per dare agli studenti delle scuole superiori la possibilità di poter partecipare.

Viterbo - Teatro dell'Unione - Commemorazione della Giornata della memoria - Da sinistra: Angelo Allegrini, Gennaro Capo, Alfonso Antoniozzi, Elisa Guida e Lello Dell’Ariccia

Viterbo – Teatro dell’Unione – Commemorazione della Giornata della memoria – Da sinistra: Angelo Allegrini, Gennaro Capo, Alfonso Antoniozzi, Elisa Guida e Lello Dell’Ariccia


La Shoah, ossia lo sterminio di 6 milioni di ebrei, da parte di nazisti e fascisti durante la seconda guerra mondiale. 12 milioni in tutto le persone distrutte e uccise nei lager.

“Chi denunciava gli ebrei ai nazisti e ai fascisti – ha proseguito Dell’Ariccia – riceveva 5 mila lire per gli uomini, 3 mila per le donne e mille per i bambini”.

Sempre all’Unione, al termine della mattinata, è stata consegnata dalla prefettura la medaglia d’onore a Angelo Eusepi di Cellere, militare catturato dopo l’8 settembre del 1943 dai nazisti e deportato in un campo di concentramento in Germania dove è rimasto per due anni per far ritorno a casa nel 1945. A ritirare la medaglia il figlio Giovanni Battista.

Viterbo - Teatro dell'Unione - Commemorazione della Giornata della memoria - La consegna della medaglia d’onore ad Angelo Eusepi, a ritirarla il figlio Giovanni Battista

Viterbo – Teatro dell’Unione – Commemorazione della Giornata della memoria – La consegna della medaglia d’onore ad Angelo Eusepi, a ritirarla il figlio Giovanni Battista


Lello Dell’Ariccia è nato nel 1937 a Roma e con la sua famiglia è sopravvissuto al rastrellamento del ghetto il 16 ottobre del ‘43.

“Con l’associazione di cui sono presidente – ha detto Dell’Ariccia – andiamo in giro nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni a raccontare quello che è successo affinché possa diventare una memoria che vogliamo trasmettere e passare ai giovani”.

Assieme a Dell’Ariccia, sul palco dell’Unione ci sono anche il vice sindaco Alfonso Antoniozzi, il prefetto Gennaro Capo, il direttore dell’archivio di stato di Viterbo Angelo Allegrini e la storica della Shoah Elisa Guida dell’università degli studi della Tuscia.

Viterbo - Teatro dell'Unione - Commemorazione della Giornata della memoria

Viterbo – Teatro dell’Unione – Commemorazione della Giornata della memoria


“Ci rivolgiamo ai ragazzi – ha proseguito Dell’Ariccia – per riflettere su quello che è accaduto e che purtroppo ancora accade. Dai desaparecidos latino-americani al Ruanda, dagli immigrati che annegano nel Mediterraneo nell’indifferenza fino all’Ucraina e al Medioriente. Per evitare che una dittatura possa appropriarsi della vita di altri esseri umani”.

Nel foyer del teatro l’archivio di stato ha anche allestito la mostra documentaria dal titolo La preparazione burocratica della Shoah, con lettere e circolari conservate negli archivi della prefettura e della questura.

La mostra dell’archivio di stato nel foyer del teatro

Viterbo – Commemorazione giornata della memoria – La mostra dell’archivio di stato nel foyer del teatro


I documenti esposti raccontano come si è passati dall’algida applicazione burocratica delle norme sul censimento degli ebrei a un susseguirsi di divieti di vario tipo, confluiti in procedure di esproprio dei beni ed infine nella carcerazione e deportazione di intere famiglie. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 31 gennaio negli orari museali.

In sala ci sono poi gli studenti delle scuole superiori di Viterbo, mentre studenti e studentesse del liceo classico Mariano Buratti hanno ricordato le parole di Liliana Segre e Hannah Arendt sulla Shoah e la banalità del male.

Gennaro Capo

Gennaro Capo


“Bisogna evitare qualsiasi ideologizzazione e raccontare quanto accaduto come eventi storici – ha spiegato il prefetto Capo – cogliendo tutti i fenomeni di intolleranza e odio. Per intercettarli, prevenirli e se del caso reprimerli. La scuola in tutto ciò ha un ruolo fondamentale perché contribuisce alla formazione dell’individuo fornendo gli strumenti affinché i ragazzi possano comprendere in senso critico quanto accaduto facendosi un loro convincimento”.

Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi


“La Giornata della memoria – ha sottolineato l’assessore Antoniozzi – serve a fare in modo che ciascuno di noi si assuma le proprie responsabilità. Per fare in modo che quanto successo non accada mai più. Per questo ogni anno teniamo vivo il ricordo, perché chi non lo fa è condannato a ripetere gli stessi errori. Ed è nostra precisa responsabilità contrastare nella vita di tutti i giorni ogni atto di sopruso, intolleranza, violenza e discriminazione cui ci troviamo ad assistere. Chi non si assume la responsabilità di spezzare la catena dell’odio non è degno di niente”.

“La ricorrenza odierna – ha continuato il direttore dell’archivio Allegrini – ha un significato più inteso ed emotivo degli anni scorsi perché c’è uno scenario internazionale drammatico”.

Infine, la storica Elisa Guida. “Il giorno della memoria ci deve far riflettere aiutandoci lungo un percorso quotidiano di riflessione costante. E la commozione non basta. Non dobbiamo solo arrivare ai cuori ma anche ai cervelli perché Aushwitz non è la sola forma del male”.

Elisa Guida

Elisa Guida


Gli eventi per il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, l’esercito dell’Unione sovietica abbattè i cancelli del lager di Aushwitz, proseguiranno anche domani, in via della Verità 19, dove si terrà la cerimonia commemorativa organizzata dal comune di Viterbo e dall’istituto comprensivo Luigi Fantappié, nei pressi dell’abitazione di Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli, in ricordo della famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944. Nel gennaio 2015 furono collocate tre pietre d’inciampo davanti al portone d’ingresso dell’abitazione, in memoria della famiglia ebrea, prelevata da quell’edificio e destinata alla morte nei campi di sterminio.

Alla loro memoria è dedicata anche la targa collocata negli anni passati sullo stesso edificio. La cerimonia venerdì 26 gennaio avrà inizio con la deposizione di una corona di alloro da parte della sindaca Chiara Frontini, seguiranno gli interventi delle autorità presenti, per poi lasciare spazio alle letture e ai canti da parte delle alunne e degli alunni delle classi  4A e 4B della scuola primaria e delle classi 3A, 3B e 3E della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Fantappié.

Daniele Camilli


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25 gennaio, 2024

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