Mistero del dipinto rubato – Le due versioni, con e senza il particolare della candela – Nel riquadro Vittorio Sgarbi
Viterbo – “Il quadro di Manetti ‘scoperto’ da Sgarbi è lo stesso rubato al Castello di Buriasco”. A sostenerlo è il Fatto quotidiano che sulla questione ha avviato un’inchiesta giornalistica a firma di Thomas Mackinson. Vittorio Sgarbi, critico d’arte, è sottosegretario ai Beni culturali del governo di Giorgia Meloni e assessore alla Bellezza della sindaca Chiara Frontini a Viterbo.
Il quadro di Manetti “scoperto” da Sgarbi sarebbe “lo stesso – spiega Mackinson – rubato al Castello di Buriasco. Lo suggeriscono un’infinità di dettagli che combaciano, lo confermano gli esperti. Nel 2021 Vittorio Sgarbi mette in mostra a Lucca la ‘Cattura di San Pietro’, una preziosa tela che presenta come ‘inedito’ di Rutilio Manetti di sua proprietà. Dice di averla trovata nella sua villa di Viterbo ‘per un colpo di culo’. Il Fatto scopre però che un identico dipinto era stato rubato al Castello nel 2013, e il testo curatoriale della mostra che ne indicava la provenienza faceva acqua da tutte le parti”.
Vittorio Sgarbi
L’articolo è stato pubblicato ieri dal Fatto. Il titolo: “Quella foto in Hd che incastra Sgarbi: la sua tela è rubata”. Questa l’ipotesi che sostiene il giornale diretto da Marco Travaglio, che riporta anche la replica del sottosegretario. “‘Sono diversi, nel mio c’è una candela, l’altro è solo una copia’”. “Quello che non dice, però – aggiunge poi il giornale – è che le copie le faceva fare lui”.
“Ma c’è di più – prosegue Thomas Mackinson – Proprio il confronto tra la scansione utilizzata per quella riproduzione dell’opera e le foto del restauratore cui l’affidò tre mesi dopo il furto, indica con ragionevole certezza che si tratti proprio della stessa: tela, pigmenti, lacerazioni, rattoppi. Ma la prova regina è il frammento rinvenuto sul luogo del furto: si incastra ‘a pennello’ nella versione esposta a Lucca. Tutto questo si vedrà nella seconda puntata dell’inchiesta ‘Il ritratto di Vittorio’ realizzata dal Fatto insieme a Report, in onda domenica sera su Rai3″.
Vittorio Sgarbi – L’articolo del Fatto quotidiano
L’indagine riparte da un piccolo laboratorio nella zona industriale di Correggio, mezz’ora d’auto da Reggio Emilia, “in grado – sottolinea il giornalista del fatto – di sfornare una sorprendente riproduzione su tela della ‘Cattura di San Pietro’. Una è stata fatta proprio per Vittorio Sgarbi, che utilizzò lo stabilimento come la sua personale ‘fabbrica dei cloni’. Lo raccontano foto, video e fatture. Eccolo, infatti, Sgarbi che si aggira nel laboratorio tra il vero Rutilio Manetti e la riproduzione fresca di stampa, ne scruta i dettagli con una torcia. Ma che ci faceva lì? Quali altre opere ha riprodotto e a che scopo? E perché ha taciuto tutto questo?”.
“Siamo andati a Lucca a chiederglielo – conclude Mackinson -. Il sottosegretario risponde: ‘l’ho venduto’. E per levarsi i giornalisti dai piedi chiama la polizia, li fa identificare accusandoli di stalking e si congeda augurando loro una morte prematura. In tutto questo però non acconsente a mostrare il dipinto. In assenza di un’analisi fisica e chimica, l’unico confronto possibile tra le due versioni è di tipo tecnico-fotografico”. Ma anche così, il verdetto per Mackinson sarebbe schiacciante: “c’è un solo Manetti, ed è quello rubato”.
Daniele Camilli
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