Roma – La procura chiederà una consulenza sul quadro sequestrato a Vittorio Sgarbi.
Mistero del dipinto rubato – Le due versioni, con e senza il particolare della candela – Nel riquadro Vittorio Sgarbi
Nella giornata di ieri le perquisizioni in tre abitazioni di Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura e assessore alla Bellezza a Viterbo nella giunta guidata da Chiara Frontini. Con il sequestro probatorio effettuato dai carabinieri, su delega della procura di Macerata, del quadro attribuito a Rutilio Manetti, La Cattura di San Pietro, per cui Vittorio Sgarbi è indagato per “riciclaggio di beni culturali”.
E oggi nel frattempo, secondo quanto riportato dall’Ansa, gli inquirenti chiederanno una consulenza sull’opera.
Sempre secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa, il dipinto, su richiesta dello stesso Sgarbi, era stato visionato da alcuni esperti prima del sequestro. “Una attività peritale – scrive l’Ansa – di parte che al momento non è stata ancora cristallizzata in un vero e proprio documento da mettere a disposizione di chi indaga”.
A intervenire nuovamente sulla vicenda lo stesso Vittorio Sgarbi, dichiarando di “aver consegnato spontaneamente l’opera”.
“Quadro di Rutilio Manetti, ho consegnato spontaneamente l’opera perché siano fatte tutte le verifiche del caso, a partire dalle misure del dipinto rispetto alla cornice di quello rubato”, afferma Vittorio Sgarbi.
“Sono assolutamente sereno – prosegue il sottosegretario alla Cultura -. Il sequestro un atto dovuto. Non ho nulla da temere”.
Per poi concludere: “Mi difenderò con ogni mezzo con chi specula sulla vicenda e chi se ne rende complice”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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