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Giallo di via Bussi - Indagini per accertare se si tratta di suicidio od omicidio - Il corpo è stato restituito ai familiari per il rimpatrio dopo l'autopsia - Sottoposto a perizia forense anche il cellulare della vittima

Muratore ucciso da due coltellate, dissequestrata la salma

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Viterbo – (sil.co.) – Giallo di via Bussi, è stata restituita ai familiari la salma di Ruslan Donca, il muratore 44enne originario della Moldova morto accoltellato il 2 gennaio a Viterbo in circostanze ancora da chiarire al civico 4 del vicolo tra via Mazzini e corso Italia. Allo stato delle indagini è ancora da chiarire se si sia trattato di suicidio oppure di omicidio. Si aspetta anche l’esito della perizia sul cellulare.


Viterbo - La casa di via Bussi 4 - Nel riquadro Ruslan Donca

Viterbo – La casa di via Bussi 4 – Nel riquadro Ruslan Donca


Sul caso, come è noto, la procura ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti affidato al pm Flavio Serracchiani, che ha disposto l’autopsia, i cui risultati saranno depositati dal medico legale solo fra qualche settimana.

Nel frattempo, oltre all’appartamento, è stato posto sotto sequestro anche il cellulare dell’uomo, sul quale è stata disposta una perizia forense ai fini di ottenere ulteriori risposte. Così come per l’autopsia, ci vorranno però un paio di mesi per il deposito della relazione tecnica. 

A dare l’allarme sono stati i tre connazionali coinquilini della vittima, secondo i quali il 44enne si sarebbe chiuso in bagno e inferto una coltellata alla gola e una all’addome. Quando hanno chiamato, avendolo trovato riverso a terra esanime in una pozza di sangue, avrebbero pensato che fosse già morto.

All’arrivo di polizia e 118 nell’appartamento di vai Bussi, in pieno centro storico del capoluogo, Donca sarebbe stato ancora vivo, anche se in condizioni disperate, giungendo al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con la lama ancora conficcata nell’addome. A Belcolle si è spento poco dopo, nonostante i tentativi di salvarlo con un intervento di emergenza da parte dei sanitari.

Impiegato come molti connazionali nell’edilizia, di lui si sa che è originario di Leușeni, un comune di poco più di duemila abitanti al confine con la Romania, nel distretto di Hâncești, dove è stata organizzata una colletta per raccogliere i quattromila euro necessari alla madre per riportare in patria la salma del figlio.

“Un cuore si è fermato e una nuova anima cara è salita in cielo, a soli 44 anni, lasciandosi alle spalle confusione infinita, dolore profondo e un vuoto enorme – si legge in un posto pubblicato su Facebook da una cugina – è con profonda tristezza che abbiamo appreso della tragedia che ha colpito la nostra famiglia il 2 gennaio 2024”.

Secondo fonti che hanno chiesto di restare anonime, Ruslan Donca in passato aveva già tentato di togliersi la vita in Moldavia:“Era stato nel suo paese per qualche tempo e lì avrebbe tentato il suicidio”.

Sembra che nel palazzo con corte interna di via Bussi dove abitava non lo conoscesse nessuno, nonostante il suo nome sul citofono e sulla cassetta delle poste: “Non lo abbiamo mai visto, non sappiamo chi sia”.


Giallo di via Bussi - La città moldava di Leușeni da dove Donca (nel riquadro) è venuto in Italia

Giallo di via Bussi – La città moldava di Leușeni da dove Donca (nel riquadro) è venuto in Italia


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16 gennaio, 2024

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