Viterbo – “La candela mascherò il furto? Per Sgarbi ora c’è il riciclaggio. L’ipotesi della procura di Macerata: l’opera di Rutilio Manetti sarebbe stata modificata per nasconderne l’origine”. Anche oggi il Fatto quotidiano torna sulla vicenda che sta coinvolgendo Vittorio Sgarbi, sottosegretario ai Beni culturali e assessore alla Bellezza nella giunta guidata da Chiara Frontini al comune di Viterbo. La titolazione del quotidiano parla chiaro.
Secondo quanto scrive il giornalista Thomas Mackinson: “Il sottosegretario di stato ai Beni culturali Vittorio Sgarbi è indagato per riciclaggio di beni culturali, reato che commette chi sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitti o compie altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.
A precisarlo, si legge sul Fatto, “è il procuratore di Macerata, Fabrizio Narbone, dopo la notizia anticipata dal Fatto dell’apertura di un fascicolo per la vicenda del dipinto attribuito a Rutilio Manetti che risulta rubato nel 2013, ma riappare come “inedito” di sua (di Sgarbi, ndr) proprietà alla mostra di Lucca del 2021 intitolata I pittori della luce”.
Il giornale dà anche la spiegazione di quanto accaduto: “Il reato contestato è ben più pesante: il solo furto del 2013, infatti, sarebbe bello che prescritto, il riciclaggio scade in 12 anni, che scattano dal “reimpiego” del bene di cui si occulta la provenienza illecita. In teoria, dalla riapparizione nel 2021, con la famosa “candela””.
Infine basterà attendere per vedere come andrà a finire: “La svolta può venire dagli accertamenti tecnici sull’originale. Sgarbi ha detto d’averlo venduto, poi che scherzava e sarà a disposizione degli inquirenti”.
– “Furto di beni culturali, Vittorio Sgarbi indagato”
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