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Politica - A rivelarlo è il Fatto Quotidiano - La vicenda è quella del dipinto che il sottosegretario e assessore alla Bellezza della giunta Frontini sostiene d'avere trovato nella villa acquistata dalla madre a Viterbo

“Furto di beni culturali, Vittorio Sgarbi indagato”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Furto di beni culturali, Vittorio Sgarbi indagato”. A rivelarlo è il Fatto Quotidiano e l’inchiesta è quella del dipinto attribuito a Rutilio Manetti, scomparso nel 2013 dal castello di Buriasco, quello che l’inchiesta del quotidiano diretto da Marco Travaglio e di Report ritiene essere lo stesso, che è riapparso in una mostra a Lucca nel 2021 e di proprietà di Sgarbi.


Report - Il servizio sulla tela di proprietà di Sgarbi

Report – Il servizio sulla tela di proprietà di Sgarbi


Il sottosegretario e assessore alla Bellezza al comune di Viterbo ha sempre sostenuto che si trattasse di due opere diverse e che la tela in suo possesso l’abbia trovata nella villa di Viterbo acquistata dalla madre nei primi anni 2000.

“Per Sgarbi – spiega oggi sul Fatto Thomas Mackinson – era frutto di fantasia, incompetenza e livore dei due giornalisti, la notizia dell’indagine gli dà torto”.

Fascicolo aperto, secondo il quotidiano, dalla procura di Imperia, come derivazione d’altra indagine e trasmesso a quella di Macerata per competenza, avendo Sgarbi il domicilio a San Severino Marche.

I carabinieri avrebbero convocato il restauratore Gianfranco Mingardi: “Il primo a riconoscere l’opera in mostra a Lucca – spiegano dal Fatto – ricevuta dal collaboratore di Sgarbi, Paolo Bocedi, poche settimane dopo il furto del 2013”.

Ma i militari sarebbero arrivati a Correggio, dove ha sede la G-Lab, che per Sgarbi, come spiegato lunedì a Report dai titolari, ha realizzato una riproduzione dell’opera.

La scansione ad alta definizione fa nascere diversi dubbi: “Confrontata con le foto del restauratore – spiegano dal Fatto – e con quelle della versione esposta a Lucca, rafforza il sospetto che il quadro sia proprio quello rubato: la coincidenza tra parti lesionate e ritocchi, la piega orizzontale che attraversa entrambi, il frammento rinvenuto a Buriasco che si incastra a pennello in uno strappo in basso a destra, l’assenza di rotture dell’antica pittura nell’area della candela che sembra dunque un’aggiunta più recente”.


Report - Il servizio sulla tela di Sgarbi


Proprio la candela è l’elemento centrale, la differenza tra la tela rubata, dove non c’era e quella di Sgarbi, dove c’è. Il dubbio è che sia stata aggiunta in un momento successivo.

Ma parlando con i titolari di GLab, un altro sospetto emerso è che a Lucca non sia finita l’opera originale, ma la copia in alta definizione. “Hanno riconosciuto un difetto d’impostazione della loro macchina – osservano dal Fatto – cinque righe parallele in un punto preciso.

Per loro quel “marchio di fabbrica” lascia pochi dubbi, quella poi esposta non sarebbe neppure l’originale, ma la copia uscita di lì, con buona pace di quanti avevano pagato il biglietto per ammirare l’inedito che Sgarbi dichiara d’aver trovato nella sua villa di Viterbo”.

Giuseppe Ferlicca


Il Fatto oggi in edicola

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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Articoli: Vittorio Sgarbi: “Non ho ricevuto nessun avviso d’indagine, dev’essere un magistrato a stabilire su cosa indagare non un giornalista” – “Gli esperti non hanno dubbi, il quadro con la fiaccola è lo stesso che è stato rubato” –  Vittorio Sgarbi: “Fantasiose e ridicole accuse che non si misurano sull’opera d’arte” – Report su Facebook nell’annunciare la trasmissione: “Torneremo a parlare del quadro di Vittorio Sgarbi, il Manetti che risulterebbe essere stato rubato” – Il Fatto:  “Il quadro di Manetti di Vittorio Sgarbi è lo stesso rubato al Castello di Buriasco”


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9 gennaio, 2024

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