Viterbo – (sil.co.) – Pugni in faccia alla ex finita due volte al pronto soccorso di Belcolle in un mese, la prima a Ferragosto di tre anni fa.
L’accusa aveva chiesto una condanna a sei anni e mezzo di carcere. Martedì il collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli ha condannato un 35enne a un anno e otto mesi di reclusione per lesioni aggravate e stalking ai danni della compagna di 52 anni.
Una differenza che si spiega con la riqualificazione in furto dell’accusa di rapina e l’assoluzione dall’accusa di maltrattamenti in famiglia non essendo stata significativa la durata della convivenza.
Imputato un uomo di 35 anni denunciato dalla ex 52enne, entrambi di origine romena. Lui difeso dall’avvocato Giorgia Falchi, mentre si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Mancini la presunta vittima, cui è stato riconosciuto un risarcimento di 5mila euro. Titolare del fascicolo, il pubblico ministero Michele Adragna.
La presunta vittima, ascoltata in aula lo scorso 14 settembre, è finita due volte a Belcolle in un mese. La seconda con una prognosi di 25 giorni, a causa di un trauma cranico e cervicale e dei vistosi lividi riportati al collo dopo che il compagno avrebbe tentato di strozzarla.
Botte a Ferragosto. Il giorno di ferragosto del 2021, durante l’ennesima scenata di gelosia, il 35enne l’avrebbe mandata una prima volta in ospedale, dopo averla presa per il collo, colpendola con schiaffi e pugni in faccia e scaraventandola a terra. Il tutto coprendola di insulti come “puttana” e simili nonché minacciandola di morte.
Alcol e gelosia. Tra luglio e settembre di tre anni fa, l’imputato, complice l’alcol e la gelosia, non avrebbe perso occasione per spiare la convivente, prendendole costantemente il telefono al fine di controllarne messaggi e telefonate e reagendo in maniera furibonda di fronte al suo disappunto, prendendosela prima solo con le cose e poi con la stessa vittima, selvaggiamente picchiata in più occasioni e costretta per l’appunto a ricorrere due volte alle cure dei sanitari dell’ospedale di Belcolle.
Presa per il collo e pugni in faccia. Il 20 settembre 2021, la vittima sarebbe finita di nuovo al pronto soccorso, con una prognosi di 25 giorni, dopo essere stata presa nuovamente per il collo e colpita con un pugno in faccia dal compagno, convinto che lei avesse cancellato dei messaggi “sospetti” che secondo il 35enne avrebbe scambiato con altri di nascosto. Senza contare i danni in casa. L’imputato, durante le sue incontenibili sfuriate, avrebbe distrutto porte, mobili e suppellettili, dai piatti al televisore al telefonino sottratto alla vittima.
Articoli: Pugni in faccia alla ex, la difesa punta su messaggi e vocali Whatsapp – Riempie di botte la compagna, 35enne a processo – Afferra per il collo la ex colpendola con un pugno al volto e minacciandola di morte
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY