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Calcio, chiesta l’archiviazione della querela di Romano contro Camilli

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Sport - Calcio - Marco Arturo Romano e Piero Camilli

Marco Arturo Romano e Piero Camilli


Viterbo – Si chiude a favore di Piero Camilli il primo round dello scontro giudiziario tra l’ex patron gialloblù e il successore Marco Arturo Romano. La procura ha chiesto l’archiviazione della querela sporta l’estate scorsa da Romano. Richiesta contro la quale potrebbe fare opposizione Romano. In seguito alla quale lo stesso potrebbe finire nei guai per calunnia.

Romano aveva denunciato la sottrazione dalle casse del club della somma di 300mila euro. Conti correnti di cui Romano, secondo la sua versione, al momento dell’acquisto della Viterbese non sarebbe stato messo a conoscenza, aperti dalla vecchia proprietà che faceva capo a Camilli, il quale a sua volta ha sporto denuncia per calunnia contro Romano. 

Sulla vicenda lo scorso 26 luglio è stata aperta un’indagine delegata alla guardia di finanza. A chiedere al gip del tribunale di Viterbo l’archiviazione del procedimento penale per i reati di appropriazione indebita e sostituzione di persona a carico di Piero Camilli, difeso dall’avvocato Enrico Valentini, è stata la pm Chiara Capezzuto.

Parti offese Marco Arturo Romano e Giuseppe Capozzoli, difesi dall’avvocato Luca Tilia. Il primo quale legale rappresentante delle società “Tecnologia e Sicurezza spa” e “Federsicurezza Italia srl”, proprietarie al 100% delle quote sociali della A.S. Viterbese Castrense srl e il secondo quale amministratore di quest’ultima.

“E’ da ritenersi infondata  – si legge nella richiesta di archiviazione – l’accusa di appropriazione indebita, poiché dalla disamina della movimentazione dei conti correnti emerge chiaramente che Camilli ha accreditato sui nuovi conti dalla società somme destinate al pagamento di partite commerciali relative alla gestione della Viterbese e che comunque gli atti di disposizione patrimoniale appaiono sempre giustificati da operazioni connesse alla gestione della Viterbese”. E ancora: “E’ da ritenersi, parimenti, insussistente la denunciata sostituzione di persona”.

“In merito alla vicenda – ricorda il pubblico ministero – venivano pubblicati comunicati sul sito web della società e articoli di stampa aventi ad oggetto le dichiarazioni pubbliche di Romano, tanto che il Camilli, a sua volta, presentava querela per calunnia e diffamazione”. A tal proposito, scrive il sostituto Capezzuto, “la notizia di reato è da ritenersi infondata, mentre i fatti oggetto della querela per calunnia presentata dall’odierno indagato saranno oggetto di separata valutazione”.

“Estrema soddisfazione da parte di Camilli – commenta il difensore Enrico Valentini – che si vede attaccato in maniera ingiusta da una proprietà che a mio giudizio cerca solo ed esclusivamente di trovare degli espedienti per gettare la colpa sugli altri per mascherare una situazione che non era bella da un punto di vista calcistico. La giustizia ha fatto il suo corso e, come era prevedibile, perché non poteva essere diversamente, si è dimostrato che Piero Camilli faceva appropriazione indebita su se stesso, una cosa folle. Staremo a vedere gli esiti della denuncia che ha presentato Piero Camilli”.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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