Viterbo – “Ho querelato Arturo Romano. Per calunnia e diffamazione. Perché non è possibile ricevere accuse tanto infondate quanto infamanti. Quei soldi sui conti ce li ho messi io e li ho usati per pagare giocatori, tasse, F24 e stipendi. Per lasciargli una società pulita. Per lasciargli una società in regola. Tanto poi ci ha pensato lui…”. Piero Camilli, ex patron della Viterbese, non usa mezzi termini e risponde punto per punto al presidente Arturo Romano che nei giorni scorsi ha presentato una denuncia contro ignoti perché da due conti correnti della società sportiva sarebbero usciti oltre 300mila euro.
Piero Camilli
Conti correnti aperti dalla vecchia proprietà – che faceva capo a Camilli – e di cui Romano, secondo la sua versione, al momento dell’acquisto della Viterbese non sarebbe stato messo a conoscenza. “Nulla di più sbagliato – ci tiene a sottolineare l’ex patron -, ne conosceva l’esistenza ed anzi è stato lui a dirmi di tenerli aperti. Ho una lettera firmata proprio da Romano in cui mi autorizzava a farlo e mi autorizzava anche ad operarci. Ed è proprio a lui, in via della Palazzina, che trimestralmente arrivavano gli estratti conto, che ha ancora. Come poteva non sapere?”.
Marco Arturo Romano
I due conti correnti sono stati aperti ad ottobre del 2018 e “chiusi ad agosto 2019” precisa Camilli -.
“Al momento della cessione della società rimasero aperti per un periodo. Per permettermi di onorare tutto ciò che c’era ancora di insoluto – continua -. Per questo, di volta in volta, ci ho versato i soldi che mi servivano per saldare tutti i debiti relativi al periodo della mia gestione. Pagare calciatori, fornitori e società. Ci ho messo di tasca mia oltre 400mila”.
In più, “su quei conti sarebbero arrivati anche dei soldi destinati al nuovo presidente, che io gli ho prontamente girato” spiega. Rispedisce al mittente ogni accusa e passa all’attacco. Querelando Romano. “Non ho mai lasciato debito e la società gliel’ho lasciata pulita – conclude Camilli -, mentre adesso ha 5 milioni di debito di bilancio”.
L’avvocato Enrico Valentini
“Ho avuto mandato per tutelare in maniera forte tutta la famiglia. È da tempo che Romano cerca di trascinare in questa bagarre Camilli, ma nessun soldo, nessuna somma gli è dovuta – sottolinea l’avvocato Enrico Valentini -. Appare estremamente doveroso da parte di Camilli tutelare se stesso e la sua famiglia. E con loro la gestione della Viterbese. Una gestione regolare con cui ha fatto raggiungere dei traguardi al momento lontani e inimmaginabili”.
Barbara Bianchi
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