Viterbo – “La mattina ho trovato il negozio con la vetrina spaccata, servirebbero le telecamere e il centro andrebbe fatto rivivere. Purtroppo noi commercianti sempre più spesso notiamo gente sbandata o comunque poco raccomandabile per le vie del centro. Abbiamo paura che qualcuno possa entrare e magari spaventarci o rubare l’incasso”. A parlare è Ilena Iannaccone, titolare del negozio Lollypop, una delle due attività che è stata vandalizzata nella notte tra il 20 e il 21 febbraio.
Viterbo – Negozi vandalizzati in centro – Le vetrine di Ceramica Lab 33 e Lollipop
A denunciare il fatto era stato con un post Facebook Marco Morbidelli, proprietario della gioielleria Time & co di via Saffi. Anche lui commerciante del centro storico. Anche lui vittima di un atto vandalico qualche mese fa.
E ora le attività che hanno subito un danno sono Lollypop, che si trova all’angolo tra il Corso e via Mazzini, e Ceramica Lab 33 in n largo Cesare Battisti.
Viterbo – Il negozio Lollipop con la vetrina spaccata
“La mattina quando sono andata ad aprire il negozio, verso le 9,30, ho trovato la vetrina con tutto il vetro rotto – racconta Ilena Iannaccone -. Non so con cosa sia stata danneggiata, ma potrebbe essere stato usato un fermaporta. Il titolare di un ristorante vicino al negozio si è infatti accorto che gli mancava il fermaporta, che è un blocchettino di acciaio molto pesante. E proprio la sera del 20, prima che succedesse il fatto, ha notato una persona che si era affacciata sulla porta del ristorante e poi se ne era andata via subito. Successivamente una ragazza, alla fine del turno di lavoro nel ristorante, ha trovato questo fermaporta vicino alle vetrina, che era già rotta”.
Viterbo – Il negozio Lollipop con la vetrina spaccata
“Sul posto sono arrivati i carabinieri, che credo fossero già in zona perché anche un’altra attività è stata danneggiata proprio la stessa sera – prosegue la titolare di Lollypop -. Ora sto intervenendo per cercare di sistemare la vetrina anche perché ho paura che magari si possa spaccare completamente e, con i vetri a terra, essere un pericolo per le persone”.
Ilena Iannaccone
Ilena Iannaccone parla di un centro storico trascurato, dove servirebbe maggiore attenzione. “Purtroppo non ci troviamo di fronte a un singolo episodio – spiega -.In passato già altre attività sono state danneggiate. La zona dovrebbe essere maggiormente sorvegliata, magari con delle telecamere. In questo modo si potrebbe risalire ai responsabili più facilmente e costituirebbero anche un deterrente. Purtroppo noi commercianti sempre più spesso notiamo gente sbandata o comunque poco raccomandabile per le vie del centro. Abbiamo comunque paura che qualcuno possa entrare e magari spaventarci o rubare l’incasso. Ultimamente un po’ di paura c’è, più del passato”.
Viterbo – Il negozio Ceramica Lab 33 con la vetrina incrinata e l’insegna rotta
Una situazione che via via sta peggiorando. E per cui andrebbero trovate delle soluzioni. “Sicuramente il centro andrebbe fatto rivivere, riabituando le persone a frequentarlo – conclude Ilena Iannaccone -. Senza dimenticare che si potrebbe incentivare anche il turismo, magari con degli eventi”.
E dello stesso parere è anche Elena Urbani, titolare di Ceramica Lab 33, l’altro negozio vandalizzato nella notte tra il 20 e il 21 febbraio.
Viterbo – L’insegna rotta del negozio Ceramica Lab 33
“Nel centro storico c’è bisogno di un intervento, a livello generale e non solo per quanto riguarda la sicurezza – racconta -. È una zona poco valorizzata e poco attenzionata. Si percepisce un po’ di abbandono. Magari la situazione potrebbe cambiare riportando le attività e il movimento in centro. La sensazione è che il centro di Viterbo sia attraversato, ma non ci sia un vero luogo di incontro. Questo è dovuto anche dal fatto che non ci sono eventi. Io ho alcuni laboratori nel pomeriggio e le mie corsiste vengono, fanno la loro lezione e poi riscappano via. Magari se ci fosse qualche attività si fermerebbero anche in centro. Questa zona, in particolare in largo Cesare Battisti, è vissuta un po’ come un mordi e fuggi”.
Viterbo – Elena Urbani di Ceramica Lab 33 durante un laboratorio
Elena Urbani racconta poi come ha trovato la vetrina del suo negozio all’apertura dell’orario di lavoro. “A terra c’era l’insegna di ceramica rotta – spiega -. Sulla vetrina c’erano i segni evidenti del tentativo di danneggiamento. Per fortuna il vetro non si è rotto completamente. Molto probabilmente hanno usato la lastra di ceramica per tentare di spaccarlo. Ci sono proprio i resti di argilla sull’incrinatura del vetro. Ovviamente, dopo aver trovato il negozio in queste condizioni, ho chiamato i carabinieri che sono intervenuti subito”.
Viterbo – Largo Cesare Battisti – Il negozio Ceramica Lab 33
“Non ho la sensazione di avere paura però, ascoltando le varie persone che vivono il centro storico, c’è un po’ di timore – conclude Elena Urbani -. Sicuramente in generale ogni giorno succede qualcosa. Può essere una pianta rotta, o un vaso danneggiato o altro. C’è effettivamente la sensazione che siamo in un momento di poca attenzione nei confronti del centro storico. Credo che in generale non si tratti di atti potenzialmente pericolosi, ma magari siamo di fronte a delle ragazzate. Indubbiamente però ogni sera succede qualcosa. Sicuramente Viterbo è molto buia a fine giornata, con una scarsa illuminazione. Ed è anche molto deserta. Purtroppo non c’è nessuno per strada. Il movimento potrebbe essere un deterrente”.
Maurizia Marcoaldi
– “Altre due attività in pieno centro storico hanno subito ingenti danni”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY