Viterbo – Assolto con formula piena l’imprenditore arrestato domenica mattina per droga dopo che aveva chiamato la polizia in seguito a una lite con la compagna.
Viterbo – Polizia – La droga sequestrata
Lunedì l’arresto è stato convalidato dal giudice monocratico del tribunale di Viterbo che ha rigettato la richiesta di domiciliari del pm, rimettendo in libertà l’uomo e rinviando a ieri, su richiesta dei difesnori Giovanni Bartoletti e Simone Negro, il processo per direttissima che si è per l’appunto risolto con l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Imputato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze di stupefacenti un ristoratore 41enne del capoluogo finito nei guai domenica mattina quando un equipaggio delle volanti è intervenuto in viale Fiume per la segnalazione da parte dello stesso imprenditore di un litigio in corso con la convivente.
Giunti sul posto, gli operatori avrebbero trovato la coppia in uno stato di forte alterazione psico-fisica, notando la presenza di una piccola quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina, pronta per l’uso.
I poliziotti hanno proceduto quindi a una perquisizione domiciliare, nel corso della quale sono stati rinvenuti altri due involucri in plastica contenenti quasi 50 grammi di droga, un bilancino di precisione e una somma di denaro ammontante a 1.345 euro che non è stata sequestrata in quanto non provento di attività illecite.
“Il nostro assistito, accusato ingiustamente di un reato grave come lo spaccio, ha potuto fortunatamente chiudere in tempi brevissimi con l’assoluzione piena questa sgradevole vicenda. Ci auguriamo che questo possa restituirgli immediatamente la serenità che solo chi si ritrova a essere incolpato da un momento all’altro per fatti che non ha commesso sa quanto sia facile perdere”, sottolineano i difensori.
Silvana Cortignani
– Imprenditore chiama la polizia per una lite con la compagna e lo arrestano per droga
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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