Viterbo – “Problemi strutturali per il liceo Santa Rosa e il Ruffini”. Ad affermarlo è Uil Lazio con un report che ha riscontrato carenze in diverse scuole della regione.
Criticità che riguardano gli istituti della capitale, ma anche della Tuscia. In particolare, si legge nel report, “problemi strutturali emergono al liceo socio pedagogico Santa Rosa e allo scientifico Ruffini di Viterbo, mentre l’istituto Oriolo, sempre nel capoluogo della Tuscia, ha da poco avviato i lavori di ristrutturazione”.
Un passaggio poi anche sui tagli per l’edilizia scolastica e sull’ultima stesura del Pnrr dove si registra una riduzione dei fondi destinati alle scuole. Su quest’ultimo punto per la Tuscia, in particolare, nel confronto tra la previsione di maggio e quella di dicembre 2023, ci sono “4 milioni in meno per l’edilizia scolastica viterbese”.
Uil Lazio, come spiega il report, si è documentato visitando alcuni istituti scolastici, sollecitato dai racconti degli studenti e dei docenti.
E il quadro che emerge è tutt’altro che roseo. Diverse le condizioni precarie messe in luce.
“Bagni distrutti, rifiuti a cielo aperto, impalcature all’interno delle aule regolarmente frequentate dagli studenti, porte divelte, banchi a rotelle abbandonati nei corridoi, cortili e spazi verdi incolti, cornicioni pericolanti, controsoffitti crollati, scale antincendio bloccate, muffe in bella vista – si legge nel report della Uil Lazio -.Non è il set di un film horror ma la situazione in cui si trovano molte scuole di Roma e della regione”.
“Situazioni che in alcuni casi – spiegano dal sindacato – rappresentano un vero e proprio rischio igienico e per la sicurezza di studenti, insegnanti e di tutto il personale scolastico. Scuole che crediamo andrebbero sottoposte a importanti opere di ristrutturazione e manutenzione, prima che dall’emergenza si passi alla tragedia. Si tratta della vita dei nostri giovani e tanta negligenza non è minimamente accettabile”.
Il focus si concentra su alcune scuole della capitale. Per poi passare anche alla provincia.
“Da un censimento effettuato a inizio anno scolastico 2023 -2024 – si legge nel report – risultava che l’80% dei 1.987 plessi scolastici della Capitale non disponeva del certificato antisismico e circa sette scuole su dieci non erano in norma con la certificazione di collaudo statico e con le norme antincendio. Non va meglio in provincia o più in generale nelle 3.385 scuole della regione. Situazioni di degrado si registrano al liceo scientifico Labriola di Ostia, dove sono crollate parti dei cornicioni esterni o, ancora peggio, all’istituto comprensivo di Sonnino dove più volte le istituzioni sono state chiamate in causa”.
E il report fotografa anche la Tuscia e il reatino: “E problemi strutturali emergono anche al liceo socio pedagogico Santa Rosa e allo scientifico Ruffini di Viterbo, mentre l’istituto Oriolo sempre nel capoluogo della Tuscia ha da poco avviato i lavori di ristrutturazione. Scuole ancora inagibili nel reatino dove si attende la ricostruzione post terremoto”.
Uil Lazio parla anche dei tagli per l’edilizia scolastica. E del Pnrr. Dove ad emergere sono anche i fondi ridotti per la Tuscia.
“Non sono solo i bilanci istituzionali a prevedere importanti tagli alla voce edilizia scolastica – si legge nel report -. Anche nell’ultima stesura del Pnrr si registra una riduzione dei fondi destinati alle scuole. La sola area metropolitana di Roma, nel confronto tra la previsione di maggio e quella di dicembre 2023, perde circa 2 milioni di euro. Stesso discorso per Latina e ben 4 milioni in meno per l’edilizia scolastica viterbese”-
“Ci chiediamo se i nostri politici abbiano mai messo piede nelle scuole pubbliche della Capitale – domanda il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica – Anzi li esortiamo a visitare gli istituti da noi menzionati e vedere come sono costretti a vivere i nostri giovani, i lavoratori e le lavoratrici delle scuole, soprattutto di quelle superiori di secondo grado. E se un’impalcatura dovesse crollare durante la lezione? E se i calcinacci e i mattoni a vista nei servizi igienici dovessero ferire gli studenti? E se qualcuno toccasse i fili elettrici scoperti?”
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