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Tribunale - Nei guai per essersi fatto trovare armato sulla pubblica via un settantenne - L'accusa ha chiesto una condanna a quattro mesi di arresto

I vicini gli mettono una testa di pesce nella posta e gli tirano una secchiata d’acqua, lui esce di casa col coltello in mano

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Carabinieri

Carabinieri

Montefiascone – (sil.co.) – Dei vicini di casa terribili gli avrebbero infilato una testa di pesce nella cassetta della posta, poi lo avrebbero preso a secchiate d’acqua e gli avrebbero lasciato un foglio pieno di parolacce sulla porta.

Lui è uscito di casa con un coltello da cucina in mano, urlando in mezzo alla strada. È finito a processo, rischiando quattro mesi di arresto. 

Erano circa le otto di sera del 5 settembre 2021 quando i carabinieri si sono precipitati in una zona isolata del comune di Montefiascone dove veniva segnalato un uomo a torso nudo in mezzo alla strada con un coltello in mano.

Al loro arrivo, i militari del nucleo radiomobile della compagnia lo hanno trovato coi pantaloni bagnati che urlava: “Sono stanco, non ce la faccio più, non li sopporto più”.

“Ce l’aveva coi vicini di casa che quella sera gli avevano tirato una secchiata d’acqua e lasciato un foglio pieno di parolacce sulla porta, poi si è sfogato e ci ha detto che gliene avevano fatte di tutti i colori. A detta sua, gli avevano anche infilato una testa di pesce nella cassetta della posta”, ha spiegato uno dei militari intervenuti al giudice Jacopo Rocchi, davanti al quale l’uomo, un settantenne difeso dall’avvocato Maria Luisa Piccirilli, è finito imputato per essere andato in giro armato di un coltello da cucina sulla pubblica via.

“Io ero uscito col coltello in mano solo per dare da mangiare ai gatti che mi fanno compagnia, da allora gli do solo scatolette con la linguetta per evitare guai”, si è difeso l’imputato, sostenuto dall’avvocato. I presunti vicini terribili, un ragazzo e una ragazza, avrebbero ammesso di avergli tirato loro il secchio pieno di acqua. 

L’accusa ha chiesto una condanna a quattro mesi di arresto e 400 euro di ammenda. Il giudice Rocchi mercoledì lo ha assolto perché non punibile per la particolare tenuità del fatto.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 febbraio, 2024

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