Viterbo – Consiglio provinciale, come finirà? Depositate le sei liste in cui si sono candidati in 63, bisognerà attendere il 17 marzo per capire come chi entra e chi rientra e chi non ce la farà. Vincitori e vinti.
Consiglio provinciale
Tuttavia, essendo elezioni di secondo livello, è possibile comprendere, più di quelle tradizionali quale potrebbe essere l’esito.
A votare sono amministratori, in larghissima parte con un’appartenenza politica o civica chiara. Per questo, in linea di massima si può comprendere l’orientamento. Considerando anche il voto ponderato, ovvero il diverso peso che ciascun comune ha in base alla popolazione, è possibile tentare d’immaginare chi arriverà a sedere tra i banchi a palazzo Gentili.
Potrebbe, ad esempio, uscire dalle urne lo schema 4-4-2-2. Ovvero, quattro consiglieri a Fratelli d’Italia (Tuscia Tricolore), altrettanti al Partito democratico (Tuscia Democratica), quindi rispettivamente due ciascuno a Forza Italia (Azzurri per la Tuscia) e la lista della sindaca Frontini (Patto civico per la Tuscia).
La previsione più lineare, quasi troppo facile. Magari si presenterà con alcune varianti. Perché il quarto ai principali competitor non è detto che scatti. Tanto la Lega quanto la lista di Luisa Ciambella (Rocca per il Bene comune), possono immaginare di far entrare un proprio rappresentante. Per quest’ultima sarebbe una conferma. Mentre il gioco dei resti potrebbe giocare un brutto scherzo al Patto civico per la Tuscia.
Solo potesi. Si sa che la matematica applicata alla politica diventa tutt’altro che scienza perfetta.
In ogni caso, è abbastanza chiaro che il prossimo consiglio provinciale avrà una maggioranza “fluttuante”. Ogni opzione possibile.
Aggregazione di centrodestra, o magari, quel tanto evocato e mai dichiarato accordo che vedrebbe insieme Pd, FI e Frontini. Esorcizzato l’altra sera da Fratelli d’Italia presentando la loro lista.
Nel frattempo, non è stato esorcizzato, ma sospeso dal partito, Luigi Stefanucci, consigliere comunale a Vasanello.
Si è candidato in un’altra lista, la civica Rocca-per il Bene comune e il segretario provinciale Alessandro Romoli lo ha di fatto messo alla porta. Sospeso, con richiesta ai probiviri d’espellerlo dal partito. Perché Forza Italia non è un albergo: “Il nostro – ha detto Romoli – non è di certo un partito con porte girevoli attraverso le quali entrare o uscire a seconda delle circostanze e convenienze”.
Per questo, non si è limitato al provvedimento verso il consigliere, ma ha anche commissariato il partito a Vasanello, nominando Giuseppe Fraticelli, vicesegretario provinciale FI, commissario.
Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una campagna elettorale tutt’altro che azzurra. Ma per fortuna, breve.
Giuseppe Ferlicca
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