Fabrica di Roma – (sil.co.) – Bastonata dal marito con un manico di zappa, lo perdona e chiede la revoca dell’allontanamento.
Carabinieri e 118 – foto di repertorio
È successo giovedì alla prima udienza testi del processo a un operaio d’origine nordafricana, durante la quale sono stati ascoltati la moglie e uno dei carabinieri intervenuti per liberare la donna e il figlioletto minore dopo che la donna si era messa a urlare chiedendo aiuto ai passanti da una finestra dell’appartamento al secondo piano del caseggiato di Fabrica di Roma dove viveva la coppia.
I fatti risalgono all’anno scorso. L’imputato, in seguito all’applicazione della misura cautelare tuttora in atto, è finito a processo col giudizio immediato.
Era circa mezzogiorno. “Quando siamo giunti sul posto abbiamo dovuto abbattere la porta d’ingresso per entrare, perché la donna non aveva le chiavi per aprire dall’interno. Dentro c’erano la donna e il figlio. Lei si è tirata su la maglietta e ci ha fatto vedere i lividi sul fianco destro che a detta sua le aveva procurato il marito, consegnandoci il bastone che aveva usato per picchiarla, un manico di zappa o di rastrello, massiccio e pesante, lungo all’incirca un metro e mezzo”, ha spiegato al giudice Giovanna Camillo un carabiniere della compagnia di Civita Castellana.
“Per prima cosa abbiamo messo in salvo la donna e il figlio, qualora il marito fosse ritornato, portandoli in caserma, dove è venuta un’ambulanza che l’ha trasferita al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla per le cure del caso. Per strada lo abbiamo incontrato e gli abbiamo intimato di seguirci anche lui in caserma”, ha proseguito.
La moglie, nel frattempo, durante la sua deposizione aveva appena tentato di ridimensionare in tutti i modi l’accaduto, dicendo quanto il marito fosse un brav’uomo e un altrettanto bravo padre.
Dopo di che la difesa ha chiesto una perizia psichiatrica sull’imputato, che avrebbe un certificato medico del suo paese in cui gli viene diagnosticata una sindrome da persecuzione, e la revoca dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento.
Il giudice, rigettando la richiesta di perizia per “mancanza dei presupposti”, si è riservata sulla revoca della misura cautelare cui ha detto no il pm e sì invece la parte offesa, pronta a perdonare e riaccogliere in casa il marito.
Il processo riprenderà a maggio per esame imputato e discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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