Milano – Tre anni di sorveglianza speciale con obbligo di dimora. È la misura richiesta dalla questura e dalla procura di Milano nei confronti del rapper Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, 22 anni, già condannato in due processi tra cui uno riguardante una sparatoria. Nei mesi scorsi il giovane artista è infatti tornato ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Baby Gang nel video musicale della canzone “Cella 4”
“Sono cambiato, non ho mai sgarrato una prescrizione, ho fatto volontariato e non ho sbagliato nulla, solo le persone che ho frequentato in passato”, ha detto il rapper davanti ai giudici della sezione autonoma misure di prevenzione chiamati a decidere sul caso del 22enne.
“Pesa il mio nome ‘Baby gang’ – ha aggiunto il rapper -. La vittima sono io, arrivo da una situazione non facile, sono cambiato e volevo andare a Sanremo quest’anno”.
Dopo le dichiarazione spontanee di Baby Gang, la giudice si è rivolta direttamente al giovane: “Lei deve dare il buon esempio, non il cattivo. Ha una grandissima responsabilità, la ascoltano milioni di ragazzi e io le faccio la paternale. Non la pistola, non le armi, non la cocaina perché lei ha la possibilità di cambiare la mentalità. Lei è riuscito a fare di tutto, trovi un modo”.
Il procedimento a carico del 22enne è stato rinviato al 20 giugno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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