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Viterbo - Tre anni di carcere al complice - I fatti risalgono a oltre 14 anni fa - Ma il sigillo della cassazione è arrivato solo ora

Rapina col coltello, definitiva la condanna a due anni

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Carabinieri e 118

Carabinieri e 118


Viterbo – (sil.co.) – “Alto invece che basso” ma non basta a salvarlo, definitiva la condanna a due anni per rapina. 

Bocciato dalla cassazione il ricorso di un 35enne romeno contro la condanna diventata ora definitiva a due anni di reclusione e 600 euro di multa per concorso in rapina aggravata dall’uso della violenza e dalla minaccia con un coltello. Fatti risalenti a oltre 14 anni fa. Condanna che gli è stata inflitta in secondo grado dalla corte d’appello di Roma il 18 gennaio dell’anno scorso, quando al presunto complice sono stati invece inflitti tre anni di reclusione e 900 euro di multa. 

Sono i due pregiudicati che il 12 gennaio 2010 minacciarono con un coltello e rapinarono dei cellulari e della macchina tre connazionali con cui avevano trascorso la serata nella capitale. La difesa ha tentato la carta della presunta incertezza relativa all’identificazione del 35enne, descritto durante il dibattimento da un testimone “piccolo, basso, non era alto” non corrispondente alla realtà, in quanto l’imputato sarebbe molto alto e magro.

L’11 settembre 2018, dopo otto anni, i due imputati furono condannati in primo grado dal collegio del tribunale di Viterbo a 2 anni, 9 mesi e 900 euro di multa il 35enne e a 3 anni, 9 mesi e 1200 euro di multa il complice, coimputati di lesioni, furto in abitazione e rapina aggravati. Il 18 gennaio 2023 la corte d’appello ha dichiarato prescritti in secondo grado i reati di lesioni e furto in abitazione aggravati in concorso, confermando la condanna per concorso in rapina aggravata.


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Condannati entrambi “poiché – si legge nelle motivazioni della sentenza – in concorso tra loro, per procurarsi un ingiusto profitto, con minaccia consistita nel puntare un coltello alla gola di una delle parti offese, nel farlo scendere dalla macchina, nel farlo sdraiare a terra unitamente a alle altre due parti offese e nel prenderli tutti a calci dopo aver anche ferito al braccio sinistro il primo che tentava di difendersi procurandogli una lesione personale giudicata guaribile in giorni 10, si facevano consegnare dai tre, impossessandosi, i loro telefoni cellulari, una collana, un bracciale e un anello in oro, la somma di mille euro, nonché l’autovettura Bmw di proprietà di uno degli altri due”.

La sera del 12 gennaio 2010, secondo l’accusa, vittime e carnefici erano andati tutti e cinque insieme a Roma, dove avevano bevuto quattro bottiglie di whisky, per poi tornare a Viterbo su di giri, con l’intenzione di incontrare alcune ragazze. 

Non avendo  trovato ragazze con cui proseguire la serata, sarebbero andati sotto casa di un connazionale con  l’idea di commettere un furto. Ma le tre vittime si sarebbero ribellate, con la conseguenza che la coppia di imputati lì avrebbe minacciati con un coltello, costretti a sdraiarsi a terra e poi rapinati dei cellulari e della macchina, lasciandoli a piedi. Sulla vicenda hanno indagato a suo tempo i carabinieri. 


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9 aprile, 2024

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