Viterbo – (sil.co.) – Sorpreso alla guida di uno scooter con la targa di cartone, in casa nascondeva due etti e mezzo di hashish in un portavivande. Protagonista un noto tossicodipendente viterbese, arrestato il pomeriggio del 20 marzo dalla squadra mobile con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ieri è stato processato e assolto. Secondo la difesa, la droga era una scorta.
Viterbo – Le pattuglie della polizia in centro
Rimesso in libertà dopo la convalida del fermo, con la sola misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ieri è comparso davanti al giudice Daniela Rispoli per il prosieguo della direttissima.
Il difensore Marco Valerio Mazzatosta, che ha scelto il rito abbreviato, in previsione del processo ha acquisito documentazione attestante la capacità reddituale dell’imputato, sostenendo che lo stupefacente rinvenuto nella sua abitazione era una “scorta” per uso personale.
Nel corso della discussione, la difesa ha sottolineato come l’accusa non abbia portato elementi di prova che potessero confutare l’ipotesi della “scorta”, visto che l’imputato è assuntore di sostanze stupefacenti di tipo cannabis e che in casa non sono stati rinvenuti né sostanze da taglio, né somme di denaro o altro che fosse riconducibile a un’attività di spaccio.
Targa di cartone a parte, nel corso della perquisizione domiciliare la polizia aveva rinvenuto a casa del viterbese, dentro un contenitore per vivande, cinque “panetti” di hashish per un totale di circa 250 grammi.
– Fermato su un ciclomotore con la targa di cartone, in casa aveva 250 grammi di hashish
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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