Viterbo – Vittima di una terribile truffa, un inganno d’amore durato otto anni, un camionista 43enne del Senese si è tolto la vita la mattina del 27 luglio 2022 in una piazzola di sosta vicino Isola d’Arbia.
Un anno e mezzo prima aveva investito e ucciso una donna nel Viterbese, rimanendo scioccato dalla tragedia.
Alla fidanzata virtuale conosciuta solo sui social e mai vista dal vivo, una sedicente infermiera 28enne d’origine spagnola, avrebbe versato 1500 euro al mese e forse altre somme per un totale che potrebbe aggirarsi intorno ai 70mila euro.
In cambio lei gli avrebbe inviato migliaia di messaggi e telefonate, anche mentre era alla guida del suo camion, oltre a degli evidenti fotomontaggi di loro due insieme, da lui pubblicati sul suo profilo social, convincendolo che per amarsi non si dovesse per forza stare insieme.
Solo successivamente alla denuncia dei genitori, che sospettano si sia trattato di omicidio o istigazione al suicidio, la procura di Siena ha aperto una indagine sulla morte, di cui ora è stata chiesta l’archiviazione.
Il caso di Simone Casini, di Vivo d’Orcia, un piccolo centro sul Monte Amiata, è finito così su Chi l’ha visto?. In studio con Federica Sciarelli, la mamma Daniela e il babbo Ivano, assieme all’avvocato viterbese Enrico Valentini, che assiste i genitori.
“Chiediamo agli inquirenti ulteriori indagini e la riesumazione del cadavere – spiega l’avvocato Valentini – mentre tra i telespettatori cerchiamo testimoni e soprattutto eventuali altre vittime della ‘donna’ che sui social si spacciava per ‘Enriqueta’. Dall’accento di alcuni vocali inviati a Simone e dal ‘dialetto’ di alcuni messaggi, sospettiamo che chi ha organizzato la truffa web possa essere molto più vicino di quanto non si creda”.
L’avvocato Valentini ha conosciuto Simone in una tragica circostanza quando, il 19 febbraio 2021, mentre viaggiava sul suo camion, investì e uccise una 55enne di Bolsena che era appena scesa dal pullman e stava attraversando la strada ad Acquapendente, all’altezza del chilometro 131 della Cassia. Simone, sotto shock per l’accaduto, la domenica successiva volle tornare sul posto, accompagnato dal legale, per deporre un’orchidea nel punto dove era morta la vittima.
Adesso sono i suoi genitori a deporre fiori nella piazzola di strada della Fonte murata, a Isola d’Arbia, sempre in provincia di Siena, dove il corpo senza vita di Simone è stato trovato impiccato nel rimorchio del suo camion.
“Nostro figlio era innamorato alla follia di Enriqueta”, hanno detto i genitori alla Sciarelli, che ha fatto ascoltare dei vocali inviati loro da una voce femminile quando hanno provato a contattarla.
“Non fu fatta l’autopsia e il camion non fu sequestrato – dice ancora Valentini – ma il cadavere poggiava i piedi sul pianale, aveva gli occhiali sulla testa e aveva guanti da lavoro in mano. Nel verbale d’ispezione del medico legale si legge che aveva un solco nel collo di un centimetro e mezzo, ma la cinghia che avrebbe usato era larga cinque centimetri. Troppi particolari che non tornano”.
“Di sicuro nelle ultime settimane Simone aveva chiesto soldi a tutti, a Vivo d’Orcia, facendosi prestare nell’arco di un mese, un mese e mezzo, circa 12mila euro, 2500 dei quali da un cugino, dati in mano su una strada del monte Amiata, come se dovesse darli subito a qualcuno in attesa, dicendogli di avere fatto lo ‘strullo’. Guarda caso dai messaggi rimasti sui suoi dispositivi la fantomatica Enriqueta il giorno della morte lo aveva bloccato e poche ore dopo sia lei che i suoi presunti amici con cui anche Simone chattava sono scomparsi da tutte le piattaforme”.
Silvana Cortignani
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