Genova – Palazzo della regione Liguria
Genova – L’inchiesta giudiziaria per corruzione a Genova travolge anche Matteo Cozzani, braccio destro del presidente della regione Liguria Giovanni Toti e suo capo di gabinetto.
Cozzani si trova agli arresti domiciliari. Come riporta l’Ansa, è accusato di corruzione elettorale, aggravato dalla circostanza di cui all’articolo 416-bis. 1 c.p. perché, secondo l’accusa, avrebbe agevolato l’attività di Cosa nostra.
Il braccio destro di Toti è accusato anche di corruzione per l’esercizio della funzione. Domiciliari anche per il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, per corruzione. Stessa misura anche per il terminalista Aldo Spinelli, mentre è finito in carcere l’ex presidente dell’autorità di sistema portuale del mar ligure occidentale – e attuale amministratore delegato di Iren – Paolo Emilio Signorini.
Ci sarebbero anche altri indagati da parte della procura di Genova per un presunto giro di corruzione: tra questi anche Francesco Mondaca, consigliere di amministrazione di Esselunga S.p.A., colpito anche dal divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale. Stessa misura disposta anche per Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico e immobiliare, figli di Alfo Spinelli.
Secondo i magistrati infatti, come riporta il Secolo XIX, un sistema di potere avrebbe per anni indirizzato, con responsabilità e azioni diversificate in un cronico intreccio di tangenti e favori, alcune delle operazioni politico amministrative più importanti avvenute in Liguria: tra queste la maxi-concessione per gestire fino al 2051 il Terminal Rinfuse, uno dei principali del porto genovese, e poi il via libera all’espansione dei supermercati Esselunga nel capoluogo ligure e la riconversione d’un pezzo di litorale nel Savonese, le ex Colonie bergamasche di Celle.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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