Acquapendente – (sil.co.) – Professionista del riciclaggio internazionale di supercar rubate, si è fatto notare per la guida spericolata dai carabinieri di Acquapendente.
I militari, dopo avergli intimato inutilmente l’alt, sono riusciti a catturarlo soltanto al termine di un rocambolesco inseguimento a folle velocità nel traffico del mattino sulla Cassia. È successo quando, in seguito all’ennesima manovra azzardata, tallonato dai carabinieri l’aspirante fuggiasco è finito prima tra la vegetazione sul ciglio della strada e poi nella cunetta.
A bordo della vettura nascondeva uno jammer, un sofisticato congegno in grado di clonare le chiavi elettroniche di ultima generazione delle auto di lusso.
Carabinieri
I fatti risalgono a tre anni fa. È successo la mattina del 2 febbraio 2021 nel territorio del comune di Acquapendente, all’altezza del bivio per Proceno. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, l’uomo è finito a processo davanti al giudice Ilaria Inghilleri del tribunale di Viterbo.
“Era senza documenti e nel cofano della vettura nascondeva uno jammer – ha spiegato uno dei militari che hanno condotto l’operazione – ovvero un’apparecchiatura utilizzata per clonare le chiavi elettroniche delle auto di ultima generazione e un alimentatore a 12 volts per lo strumento”. È stato identificato facilmente tramite banca dati per via dei suoi innumerevoli precedenti.
Imputato un pluripregiudicato della provincia di Latina, un professionista del crimine 47enne, esperto di macchine ma non di guida sicura, con precedenti per furto, ricettazione e riciclaggio internazionale di auto di lusso, tra cui veicoli di alta gamma rubati a Roma sui quali venivano modificati i numeri identificativi del telaio. Macchine anche da 250mila euro, secondo quanto accertato dagli investigatori, destinate al mercato illecito del Nordafrica.
Il 47enne avrebbe fatto parte di una banda che sarebbe stata in grado di immettere nel mercato clandestino, italiano ed estero, decine di auto rubate al giorno, scadenzando con estrema precisione la sequenza di tutte le operazioni illecite necessarie per la nuova identità del veicolo. Nel corso delle indagini sono state recuperate oltre 30 auto per un valore totale sul mercato di due milioni di euro.
Nella Tuscia viaggiava a bordo di un’auto noleggiata, a detta sua, da un amico.
A fine giugno la sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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