Viterbo – Salasso Tari? I bar aumentino il costo dei cornetti e gli alimentari quello del prosciutto. Facile facile, arriva il suggerimento dell’assessora al Bilancio Elena Angiani.
Un calcolo per dimostrare quanto esiguo sia il rincaro, si trasforma in un siparietto surreale in consiglio comunale.
Viterbo – Consiglio comunale
L’opposizione incalza. Hai voglia a dire che l’aumento medio è del 6% in bolletta per i rifiuti nel 2024. Ognuno ha calcoli faldate e allora ecco il 7,50%, no il 15%, anzi, fino al 40% per alcune attività.
Forse per provare a spiegare a tutti che l’esborso sarà meno impattante e che le previsioni della minoranza sono troppo catastrofiche, Angiani ha pensato bene sul pratico. Cornetto e prosciutto, pane e companatico.
“Prendendo a esempio un bar grande cento metri quadrati – osserva – l’aumento stimato dal 2023 al 2024 è dell’8,78% cioè 101 euro in più l’anno”.
Come sopportare il maggior costo? Semplice. “Immaginiamo che il bar resti aperto 300 giorni l’anno e che venda 20 cornetti al giorno – spiega Angiani – anche se gli auguro di venderne di più, significa spalmare i 101 euro su 6mila cornetti. Per un aumento, se volesse farlo ricadere sui cornetti, pari a 1,7 centesimi scarsi a pezzo”. Dal caro Tari al poco caro cornetti.
Stessa grandezza di cento metri quadrati, c’è la soluzione anche per un alimentari. Un plurilicenze. “Il rincaro della Tari è calcolato all’11,46% – continua Angiani – ovvero, 48 euro l’anno. Sempre su 300 giorni, se ogni giorno vendesse venti cartatelle di prosciutto da un etto, il rincaro sarebbe di 8 millesimi di euro l’etto a prosciutto”. Che sarebbe giusto un po’ più salato per il cliente.
Giuseppe Ferlicca
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