Viterbo – Lavori per il Pnrr alla scuola dell’Ellera, studenti trasferiti e genitori in protesta. Alla base dei malumori dei tanti papà e mamme degli alunni, le soluzioni proposte dall’amministrazione comunale in vista dell’avvio del cantiere nell’istituto comprensivo di piazza Gustavo Adolfo.
Viterbo – Scuola elementare Ellera
“Ci hanno comunicato appena una settimana fa, durante una riunione al PalaMalé – spiega una delle mamme -, che il prossimo anno scolastico, 14 delle classi dell’istituto verranno trasferite nei locali adiacenti alla biblioteca di viale Trento. Si tratta di decine e decine di bambini che dovranno frequentare la scuola in una delle zone meno sicure della città. Io l’ho visto con i miei occhi, accompagnando uno dei miei figli ogni giorno per cinque anni alla stazione: un ambiente poco consono a bambini dai 6 agli 8 anni. Inutile nasconderci… Da qualcuno è anche stato detto che l’amministrazione è intenzionata a rivalutare quella zona, di questo ne siamo più che felici, ma non può avvenire di certo a discapito dei nostri figli”.
Viterbo – Scuola elementare Ellera
Ma non solo, ciò che preoccupa i genitori è anche la differenza di trattamento per alcuni degli alunni. “Se 14 classi dovranno compiere il trasloco, altre potranno rimanere all’Ellera. Si tratta delle classi prime e di quelle che fanno il tempo pieno” spiega. Un destino migliore? “Non di certo – sottolinea -, perché in una struttura dove sussiste un cantiere edile attivo, ci sono polveri sottili, c’è sporcizia, c’è caos… Non è un ambiente salutare per i bambini”.
Il trasferimento di alcune classi nei locali in viale Trento creerebbe poi un problema di traffico. “Con l’arrivo di decine e decine di genitori negli orari di entrata e uscita da scuola, la viabilità in quella zona della città arriverebbe al collasso – ipotizza la mamma -. Sarebbe un imbuto infinito…”.
Viterbo – Viale Trento
Ciò che al momento i genitori chiedono all’amministrazione è quella di cercare soluzioni alternative. Prima tra tutte, una struttura che possa ospitare tutti i piccoli studenti della primaria. “I lavori non dureranno poche settimane – conclude -. Si parla di un anno, un anno e mezzo. È inaccettabile…”.
Barbara Bianchi
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