Viterbo – “Cinque anni di studio mi hanno insegnato il senso di comunità, a prendermi cura dell’altro. Una comunità dove ognuno fa qualcosa per l’altro”. Lorenzo Montanaro della quinta B del liceo linguistico Mariano Buratti, Viterbo.
Lorenzo Montanaro
Per lui e altri 2580 studenti della Tuscia oggi è il giorno della maturità. La fine di un percorso. La prima prova scritta, quella di italiano. Sette tracce. Tre tipologie.
Tipologia A (Analisi del testo). A1: Testo poetico di Giuseppe Ungaretti A2: Testo in prosa di Luigi Pirandello. Tipologia B (Testo argomentativo). B1: “Storia d’Europa” di Giuseppe Galasso. B2: Testo tratto da Maria Agostina Cabiddu in “Rivista Aic (Associazione italiana dei costituzionalisti)”. B3: “Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, Natura fra ascolto e comunicazione” di Nicoletta Polla-Mattiot. Tipologia C (Tema di attualità). C1: Testo tratto da Rita Levi Montalcini in “Elogio dell’imperfezione”. C2: Testo tratto da Maurizio Camilito in “Profili, selfie e blog”.
Viterbo – Il liceo Mariano Buratti
“Ho scelto la traccia sul patrimonio artistico culturale e la bellezza – dice Montanaro -. Mi ispirava molto ed era un tema di cui avevamo parlato in classe con i professori. Mi ha colpito in particolar modo il legame del tema con la costituzione”.
Che cos’è la bellezza? “La bellezza è armonia”, risponde Montanaro, che dopo il liceo vuole fare fisioterapia a Villa Immacolata. “Ho sempre fatto sport – spiega lo studente -, e la fisioterapia sportiva mi ha sempre affascinato”.
Cosa lasciano questi cinque anni di scuola? “Belle persone che ho conosciuto, belle esperienze che ho fatto – continua Montanaro -, un legame con alcuni compagni che spero di portare avanti. Infine, la stima per i professori. In sintesi un senso di comunità dove ognuno fa qualcosa per l’altro”.
Emanuele Pallucca e Tommaso Moracci
Tommaso Moracci ed Emanuele Pallucca hanno scelto invece la traccia sulla guerra fredda. Il primo è di Vetralla, il secondo di Viterbo. Entrambi fanno anch’essi il linguistico al Buratti.
“Una guerra senza armi – spiegano Moracci e Pallucca -, una gara su chi era più potente. Un conflitto che si poteva evitare. Un conflitto ideologico nucleare. Non ha senso terrorizzare la gente, la seconda guerra mondiale poteva bastare. Un terrore che persite ancora, senza senso”.
Pallucca ha davanti a sé “due possibili, strade, il concorso per i vigili del fuoco o un lavoro con la Apple”. Idem per Moracci: “Entrare nell’esercito o iscrivermi a scienze motorie a Viterbo”.
Luca Bandini
Luca Bandini fa il liceo scientifico, scienze applicate, al Paolo Ruffini di piazza Dante. Pure lui ha scelto la traccia sulla guerra fredda. “Sono un appassionato di storia – sottolinea il ragazzo -. E la guerra è sempre una scelta sbagliata, voluta da un gruppo ristretto di persone a danno della maggioranza. Dopo vorrei fare economia a Roma e sperimentare un po’ di autonomia a livello personale”.
Viterbo – Studenti alla fine della prova scritta dell’esame di maturità
Infine Elisa Quondam, scientifico scienze applicate, Paolo Ruffini. Lei ha scelto Luigi Pirandello. “Mi ha sempre colpito – evidenzia Quondam – la poetica dell’ineffabilità, la comunicazione tra le persone, il fatto che spesso non ci capiamo. Dopo farò l’università, ma non so ancora dove mi iscriverò. Cosa mi hanno lasciato questi anni di studio? Tanta ansia e la capacità di spaziare tra argomenti e materie diverse”.
Daniele Camilli
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