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Tribunale - Oltre alla condanna per lo stato di ebbrezza, gli è stata anche confiscata la macchina

Sorpreso alla guida ubriaco le prova tutte, compreso non riuscire a soffiare nell’alcoltest

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Carabinieri - foto d'archivio

Carabinieri – Foto d’archivio

Acquapendente – (sil.co.) – Fermato dai carabinieri di Acquapendente perché procedeva a zigzag sulla Cassia all’altezza del duomo, è finito a processo per guida in stato di ebbrezza nonostante abbia perfino fatto finta di non saper soffiare nel boccaglio dell’alcoltest

Sperando di farla franca l’ha buttata pure sul lockdown, inanellando però una scusa poco credibile dietro l’altra.

“Era il 13 marzo 2021 e io non mi sarei potuto spostare da Tuscania per via della zona rossa. Ero senza permesso e oltretutto ero al telefono, per cui quando ho visto la pattuglia dei carabinieri, ho avuto un momento di incertezza alla guida”, ha spiegato giovedì l’imputato al giudice Ilaria Inghilleri, rendendo spontanee dichiarazioni. 

Uno dei carabinieri che hanno proceduto al controllo, nel frattempo, aveva appena raccontato: “Il conducente era talmente alterato che, oltre all’andatura a zigzag, quando ha frenato è finito addosso a un palo della segnaletica stradale, rimasto leggermente piegato. Era agitato, aveva l’alito vinoso e gli occhi lucidi. Così gli abbiamo fatto l’alcoltest, ma lui non riusciva nemmeno a soffiare, soffiava male, faceva finta”.

I militari hanno quindi condotto l’automobilista al vicino pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente, per le analisi del sangue e delle urine. “Il sangue ha poi dato 1,8, mentre le urine non è stato possibile analizzarle, perché ha detto che in bagno gli si era rovesciato il contenitore e la prova è stata così invalidata”.

Al giudice l’imputato ha detto che quel giorno aveva pranzato tardi e aveva bevuto un solo bicchiere di vino. “Ma il giorno prima avevo bevuto parecchio”, ha poi aggiunto, cercando di metterci una pezza, quando il magistrato gli ha fatto notare che 1,8 non è tasso alcolemico da un bicchiere di vino. Riguardo al non al non saper soffiare: “Io soffiavo, era la macchinetta che era rotta”. 

È finita che , condividendo in pieno al richiesta dell’accusa, il giudice ha condannato l’imputato a 4 mesi di arresto e mille euro di multa, con sospensione della pena e non menzione, oltre che a un anno di sospensione della patente e alla confisca della macchina, una Mercedes, che essendo intestata al conducente gli fu sequestrata e sarà ora acquisita dallo stato. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 giugno, 2024

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