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Tribunale - Tradito dalla videosorveglianza, è finito a processo per simulazione di reato - È stato assolto

Tabaccaio si dice vittima di una rapina a mano armata da quindicimila euro, ma non è vero…

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L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli

Montefiascone – (sil.co.) – Tabaccaio di Montefiascone si dice vittima di una rapina a mano armata ma non è vero. Finito a processo per simulazione di reato, ieri è stato assolto con formula piena dal giudice Daniela Rispoli “perché il fatto non sussiste”.

Imputato un 38enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. Era il mese di agosto di cinque anni fa. Ai carabinieri bastò visionare o filmati delle telecamere della videosorveglianza lungo la via per scoprire che davanti al negozio dell’imputato, all’ora indicata nella denuncia, non aveva fatto irruzione nessuna coppia di banditi, né tantomeno erano passati o si erano fermati degli scooter.

Un bel pasticcio per il commerciante, convocato subito in caserma per dare spiegazioni. 

“Erano in due, vestiti di nero, col volto coperto da caschi integrali e armati di una pistola semiautomatica – sarebbe stata la prima versione – in una manciata di secondi sono riusciti a portar via tutti i soldi della cassa, sigarette, valori bollati e tutto quello che gli è capitato a tiro. Poi sono scappati a bordo di uno scooter e hanno fatto perdere le loro tracce”.

Il tabaccaio, che nella querela aveva parlato di un bottino di ben 15mila euro di incasso della settimana precedente e di un carnet di nove assegni in bianco, messo di fronte all’evidenza, si è giustificando dicendo che l’ingente somma di denaro e il blocchetto gli erano stati effettivamente sottratti. Per la precisione, rubati la sera prima dalla macchina a bordo della quale si era dimenticato il borsello, lasciandolo in bella vista e incustodito. A portata di ladri. 

Una ingenuità che gli è costata cara e che avrebbe potuto tradursi in una condanna penale per simulazione di reato. La difesa ha chiesto l’assoluzione, accordata dal giudice. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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28 giugno, 2024

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