Viterbo – “Mi sento responsabile del mancato supporto del comune a Sulle vie dell’esilio di Santa Rosa”. Paolo Cappelli, candidato nella lista Viterbo 2020, su Facebook scrive un amaro e pesante post contro l’amministrazione comunale guidata da Chiara Frontini. E commenta il mancato finanziamento da parte dell’assessorato alla cultura con il Bando Cultura 2024 della manifestazione organizzata dal padre Silvio Cappelli dell’associazione Take Off. Una serie di accuse a dir poco gravi, di chi ha sostenuto candidandosi la sindaca Chiara Frontini.
“Quando in una città conta ancora “di chi sei fijo” il futuro è nero – scrive in un post Paolo Cappelli -.Scrivo queste lettere per condividere e circostanziare una realtà inequivocabile. Purtroppo mi sento responsabile del mancato supporto dell’amministrazione comunale alla manifestazione “sulle vie dell’esilio di Santa Rosa” organizzata da mio padre.
Si perché è esattamente in linea con quello che oggi si conosce delle strategie “amministrative e gestionali del potere” ovvero che “se non si fa quello che ti si dice, poi si colpisce la famiglia”. Sono certo che è il primo di una serie lunga di circostanze che dovrò affrontare. In questo caso mio padre, con la sua manifestazione culturale e religiosa che conduce trasversalmente da diversi anni.
E si, va detto che esiste un filo conduttore di eventi che mi porta a “confessare” questa responsabilità. Infatti, se fossi stato più allineato al sistema di governo, sono convinto che non sarebbe mai accaduto ciò.
Ed è forse questo ad allarmarmi ancor più.
Perché il panorama politico, generale, della città non è assolutamente pronto a quel salto di qualità che la globalizzazione richiede”.
Paolo Cappelli specifica la sua grave accusa.
“Masse informi gestiscono la cosa pubblica come fosse casa loro. Dispongono del potere per avvantaggiare alcuni piuttosto che altri. Senza un filo logico. Solo ragionando con la logica dei guelfi e ghibellini. “Se sei della famiglia giusta, allineata ti premiano, addirittura con un lavoro, altrimenti cercano di annientarti in tutto”.
Ed il fallimento politico lo dimostrano tutti i giorni con i provvedimenti che quotidianamente portano avanti. Per lo più legati ad interessi di pochi disperati “yes man” che stanno diventando gli assoluti complici di un sistema di fare politica sbagliato”.
Dopo altre pesantissime accuse Paolo Cappelli conclude: “Una ultima considerazione va fatta, la sconnessione non è solo politica, è trasversale all’intera comunità che oggi si ritrova priva di una classe politica dirigente autorevole e che sappia infondere fiducia attraverso semplici concetti democratici.
Alcuni personaggi, invece, andrebbero presi a calci nel culo e mandati a lavorare, ma essendo noi parte del mondo civile possiamo solo attendere che vengano marginalizzati da una crescente consapevolezza del loro squallore”.
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