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Tribunale - Secondo l'accusa, avrebbe dovuto aspettare da fermo che l'addetto completasse la manovra manuale che stava effettuando - Vittima al Gemelli in eliambulanza

Operaio schiacciato da cassone, a giudizio il datore di lavoro che era alla guida del camion

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L'eliambulanza del 118

L’eliambulanza del 118

Montefiascone – (sil.co.) -Infortunio durante il lockdown in un capannone della zona industriale di Montefiascone, a giudizio il datore di lavoro.

Vittima un operaio d’origine romena che il 23 aprile 2020 stava scarrellando dal rimorchio di un camion alla cui guida c’era l’imputato, un cassone di indumenti usati. A un certo punto si sarebbe verificato un problema coi pistoni, per cui l’operaio avrebbe avvisato il conducente del mezzo di non muoversi e che avrebbe provveduto e risolverlo. Invece l’autista sarebbe partito e l’operaio è rimasto schiacciato. 

“Si è temuto il peggio. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno disposto il trasferimento in eliambulanza del ferito al policlinico Gemelli di Roma, da dove fortunatamente è stato dimesso con una prognosi di soli sei giorni”, ha spiegato il tecnico della prevenzione della Asl di Viterbo che effettuò nell’immediatezza un sopralluogo di polziia giudiziaria sul luogo dell’incidente. È stato il primo testimone del processo entrato nel vivo ieri davanti al giudice Giovanna Camillo, alla presenza del pm Massimiliano Siddi, titolare del fascicolo. 

La difesa ha fatto notare che, a parte i sei giorni di prognosi, la parte offesa sarebbe stata dimessa con la sola indicazione di riposare e assumere Tachipirina 1000 all’occorrenza, e non si sarebbe presentata alla visita di controllo la settimana successiva. Il datore di lavoro è assistito dall’avvocato Francesco Alunno del foro di Firenze che ha nominato un proprio consulente tecnico.

All’incidente ha assistito il fratello trentenne dell’operatore ferito, anche lui dipendente dell’azienda, quel giorno in ferie, recatosi sul posto di lavoro per portare la colazione al congiunto. 

Il problema sarebbe la manovra effettuata troppo presto dall’imputato, contrariamente a quanto previsto dal libretto di istruzioni, mentre l’operatore stava ancora tra le apparecchiature, abbassando manualmente i pistoni idraulici rimasti alzati invece di scendere automaticamente, forse per un difetto come sarebbe sembrato dalle prove effettuate durante il sopralluogo, visto che la macchina è risultata sottoposta a regolari controlli e manutenzione. 

“Bisognava aspettare che l’operazione si completasse, che i piloni tornassero completamente nelle loro sedi. Se fossero state rispettate le procedure non sarebbe accaduto niente all’operatore”, ha proseguito il teste, spiegando che all’imputato viene contestato il mancato uso del macchinario in conformità col libretto della casa costruttrice. Le operazioni manuali erano previste, ma col fermo assoluto della macchina durante la manovra correttiva, fino al suo completamento”. 

Il processo riprenderò fra qualche mese, quando saranno ascoltati sia la parte offesa che l’imputato.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 luglio, 2024

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