L’ecocentro del Poggino
Viterbo – Erba alta e secca, desolazione e incuria. È la fine che sta facendo l’ecocentro del Poggino. Terminato un anno fa, è ancora chiuso. Nonostante gli annunci dell’amministrazione della sindaca Chiara Frontini.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
Un ecocentro che avrebbe dovuto evitare ai viterbesi il viaggio alla postazione mobile Grotte Santo Stefano per disfarsi di rifiuti ingombranti e altro materiale.
Invece niente. L’ecocentro del Poggino è ancora chiuso. “Pare manchino ancora 70 mila euro per l’acquisto dei cassoni per materiali speciali per la differenziazione dei rifiuti”, spiega l’ex sindaco Giovanni Arena, che nel 2019 mise a gara i lavori per la costruzione dell’impianto.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
Una struttura all’avanguardia, videosorvegliata dentro e fuori. “Una volta in funzione – spiega poi Arena – sarà aperta tutti i giorni della settimana, con la possibilità di smaltire i rifiuti ingombranti domestici e non. Una struttura considerata tra le migliori del Lazio in termini di progettazione. Una vera e propria rivoluzione. Costata un milione di euro”.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
Nel frattempo l’erba alta e secca è dappertutto, sia all’interno che a ridosso della recinzione. E intanto si comincia a notare qualche rifiuto, così come da un lato dell’ecocentro ci sono un paio di pezzi di quella che sembra una tettoia buttati là a casaccio.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
“I lavori sono terminati – rassicurava a marzo di quest’anno la sindaca Frontini, delegataa anche alle politiche per l’Ambiente – il ritardo è dovuto al blocco dall’8 dicembre dei sistemi informatici che non ha permesso l’acquisto dei cassoni dove far confluire il materiale. Il finanziamento dell’opera risale a dieci anni fa ed è provinciale. Avendo superato l’anno, gli uffici si sono dovuti accertare del fatto che la somma fosse ancora a disposizione, prima di spenderla. Da palazzo Gentili è arrivata una risposta una decina di giorni fa e adesso stiamo procedendo”.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
L’ecocentro del Poggino fa parte di un finanziamento regionale, passato per la provincia, risalente a più di 10 anni fa. Attivato dalla giunta di Giulio Marini, è stato poi recuperato da Arena nel 2019 e messo a bando poco dopo. Un unico pacchetto cui facevano parte pure le isole ecologiche intelligenti, quelle che ora si trovano in mezzo alla campagna di Castel d’Asso da circa un anno. Anch’esse mai installate ed entrate in funzione.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
L’intero finanziamento pubblico avrebbe superato i due milioni di euro. Un milione e centomila sarebbero stati destinati alle isole ecologiche, mentre il restante milione sarebbe andato all’impianto del Poggino.
Viterbo – L’ecocentro del Poggino
Un’opera conclusa un anno fa. Ferma lì. Immobile. Come se nulla fosse. Doveva essere “una rivoluzione”, come ha detto Arena. Per ora, invece, rischia soltanto d’essere l’ennesima sòla.
Daniele Camilli
– Isole ecologiche intelligenti, più di un milione di euro buttato in mezzo alla campagna…
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